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Val Grande
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Cima della Laurasca
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Risalire la valle Vigezzo fino a Malesco. Entrare nel centro del paese e proseguire in direzione Finero, Cannobbio. Appena fuori dal paese, imboccare la strada per la valle Loana, risalire tutta la valle fino alla fine della strada, dove un ampio piazzale permette di parcheggiare l'auto. (1256m)
Arriviamo a Fondo Li Gabbi di buon mattino, e l'amico Mario (www.magat.it) entusiasta della giornata e della salita che ci attende si affretta coi preparativi. Iniziamo la nostra camminata attraversando la valle Loana per tutta la sua estensione ed altri escursionisti ci seguono. Salendo, nei pressi di una pozza d'acqua, Chicca ne approfitta immediatamente per dissetarsi e rinfrescarsi. Il primo tratto di sentiero sale ripido in mezzo al bosco, ma appena se ne esce ecco apparire sotto di noi la valle Loana ormai lontana. Mario esterrefatto dall'ambiente attorno scatta foto a più non posso. In poco più di un'ora raggiungiamo l'alpe Cortevecchio e successivamente l'alpe Scaredi, dove facciamo una breve sosta per prender fiato e visitare l'interno del bivacco. Ora la nostra meta è lì di fronte a noi, e sembra quasi invitarci a salirla. Riprendiamo il cammino, passiamo prima un laghetto in fase di disgelo e poi un altro ormai già in veste estiva. Oltrepassati i bei laghetti ci ritroviamo ad affrontare dei traversi ancora innevati, per poi deviare a destra e imboccare la traccia di salita alla Laurasca. Salendo ci appaiono a strapiombo i laghetti di Marmo e l'alpe Scaredi ormai lontana. La salita è piuttosto ripida, di quelle che non da mai tregua e in alcuni punti il fondo instabile ci costringe a rallentare il passo e fare molta attenzione. Ma finalmente, dopo tanta fatica, eccoci in vetta (2193m) con un panorama unico e spettacolare. Di fronte a noi, in direzione del lago Maggiore, la cima Sasso, poco più a destra la bocchetta di campo con alle spalle l'imponente vetta del Pedum. Uno sguardo anche al pizzo Straolgio e Scaredi ormai lontanissima, e agli imponenti cimone di Cortechiuso e cima Marsicce. E infine alla valle Loana, dove abbiamo lasciato l'auto. Dopo una lunga sosta a riposare, rifocillarci e scambiare quattro chiacchiere con altri simpatici escursionisti, scattiamo la classica foto di vetta e iniziamo la lunga discesa. I laghetti di marmo sono proprio a strapiombo sotto di noi. Scendendo passiamo a fianco di roccette abbellite da splendide primule, poi ripassiamo un tratto tutto sfasciumi da fare con attenzione e infine eccoci in vista dei nevai e dell'alpe Scaredi. Adagiata sulla neve notiamo la sagoma di un anfibio forse un po' fuori luogo. Iniziamo la discesa lungo i nevai, a tratti proviamo a sciare mentre Chicca ci osserva e chissà cosa pensa. E finalmente rieccoci a Scaredi, da dove riguardiamo con soddisfazione la vetta appena lasciata. Decidiamo di allungare un pochetto il percorso e così ci dirigiamo verso la cappelletta di Terza, che in meno di 10 minuti raggiungiamo. Uno sguardo alla val Grande sotto di noi, al pizzo Straolgio e agli affreschi interni della cappella e poi giù, verso l'alpe Cortevecchio. Ricongiunti al sentiero di salita, non ci resta che incamminarci verso il fondovalle. Arrivati a Fondo Li Gabbi veniamo accolti da un "personaggio" non proprio del tutto gradito. Un'ultima occhiata alle belle baitine che compongono l'abitato e poi... non ci resta che rimetterci in macchina soddisfatti della bella e panoramica giornata per far ritorno a casa. (Tempo di salita: 2 ore e 30 minuti) |
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