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Val Grande
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Cima Sasso
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Da Verbania si seguono le indicazioni Santino e Rovegro. Proseguendo poi lungo una strada stretta e tortuosa che richiede sempre cautela e prudenza nella guida, si raggiunge Cicogna (696m), dove una piazzetta permette di posteggiare l'auto.
Giunti a Cicogna la giornata sembra promettere bene. La salita ha inizio dalla piazzetta accanto al monumento ai caduti, ci si inerpica subito tra le strette vie del paesino per poi imboccare un bel sentiero lastricato seguendo le indicazioni "casa dell'alpino". Nonostante siamo alle porte del mese di novembre, le temperature oggi sono piuttosto alte e ben presto siamo costretti a fare una sosta per toglierci di dosso i vestiti pesanti. In breve raggiungiamo il Roccolo, un piccolo agglomerato di baite da dove tra gli alberi spunta la sagoma del Pizzo Marona. Lasciandoci sulla destra questo piccolo alpeggio, continuiamo a salire immersi in un coloratissimo bosco di castagni, per poi sbucare dopo quasi un'ora di cammino all'alpe Prà, dove sorge il rifugio dell'alpino. Decidiamo per una breve sosta ad ammirare la bella veduta sul Faiè e Corni di Nibbio. Poco sotto al rifugio ben visibile l'alpe Prà, ormai ridotta a un insieme di ruderi e sfasciumi. Con lo zoom riusciamo a scorgere e fotografare dall'altro lato della valle l'alpe Corte Buè. A lato del rifugio si stacca un sentiero che ci porta in breve a valicare uno stretto intaglio tra le rocce, per poi giungere all'alpe Leciuri dove ci soffermiamo ad ammirare la val Pogallo e lo Zeda e Marona. Il sentiero ora prosegue all'interno di una faggeta e si inerpica lungo la cresta boschiva da dove di tanto in tanto qualche piccola radura ci permette di scorgere la nostra meta ancor lontana. Giunti al termine del bosco continuiamo a salire seguendo la lunga cresta erbosa, e Mario rimane estasiato alla vista del Lago Maggiore. Si prosegue ora con un po' di sali e scendi raggirando alcuni piccoli promontori. In alcuni punti si devono scavalcare piccoli salti di roccia, e finalmente eccoci in vista della Colma di Belmello. Ad un tratto un fischio, ed ecco nei prati sottostanti fuggire velocemente un camoscio. Chicca osserva incuriosita dall'alto la scena. Superata la colma, ancora un breve tratto di cresta erbosa e poi inizia il tratto finale che si risale per sfasciumi. Il caldo e la stanchezza su questo tratto si fanno sentire particolarmente e siamo costretti a risalire molto più lentamente e a fare svariate soste per prender fiato, ma finalmente, dopo tanta fatica, guadagniamo la vetta (1916m). La vista da quassù è spettacolare e a 360 gradi. Il Lago Maggiore ci appare in tutto il suo splendore, mentre di fronte a noi l'imponente mole del Monte Pedum, re della Val Grande. In lontananza il Pizzo Proman, i Corni di Nibbio, la Marona e lo Zeda e la lunga linea di cresta del sentiero Bove con le sue vette. Un'occhiata anche a parte del percorso da noi seguito per raggiungere la cima. Non ci resta che metterci comodi e rilassarci il più possibile su questa splendida e panoramicissima vetta. Il tempo passa sempre in fretta però, e se la salita è stata lunga, la discesa non sarà certo da meno, quindi... scattiamo la classica foto di vetta, un'occhiata al lontano Limidario e poi via, iniziamo la discesa. Superata la colma di Belmello ci attende un passaggio aereo e un poco esposto, che passiamo decisi e sicuri, poi riprendiamo a scendere la dorsale erbosa fino al limite del bosco dove optiamo per una breve sosta ad ammirare per l'ultima volta i Corni di Nibbio e il lago Maggiore. Non ci resta che addentrarci nel bosco, ripassare per l'alpe Leciuri e far ritorno alla casa dell'alpino, dove arriviamo stanchi e assetati. Per fortuna il rifugio è ancora aperto (oggi ultimo giorno) e i gestori molto gentilmente ci forniscono acqua a volontà. Dopo esserci riposati e dissetati, riprendiamo il cammino fino a far ritorno a Cicogna, dove l'auto ci attende. Una breve sosta a salutare i due amici Sara e Federico impegnati nella gestione del circolo del paese e poi via verso casa, stanchi, ma soddisfatti della panoramica giornata. Lungo la discesa, ci soffermiamo qualche minuto in prossimità del ponte di Casletto ad ammirare l'imbocco della valle di Velina. |
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