Val Veddasca
Alpone di Curiglia
Passato Luino, seguire le indicazioni per Curiglia, indi imboccare la deviazione sulla destra per Rifugio Campiglio, alpe Pradecolo (1184m)

Dopo una serie di uscite con tempo incerto e nuvole sopra le nostre teste, finalmente eccone una col ciel sereno e sole a palla! Giunti in prossimità del rifugio Campiglio, rimaniamo estasiati di fronte allo spettacolare panorama sul lago Maggiore che appare ai nostri occhi; euforici indossiamo velocemente scarponi e zaino e via che si parte. Il primo tratto si svolge lungo una strada sterrata immersa in splendi boschi, purtroppo ancora in veste invernale... pare che la primavera quest'anno, almeno a queste quote, non voglia proprio arrivare. Dopo un paio di curve, ecco che con lo zoom individuiamo già la nostra prima meta, il santuario Madonna della Guardia. Proseguiamo sempre seguendo la strada sterrata che in alcuni punti offre scorci panoramici sulla vallata e i paesi della val Veddasca, e sul Limidario bello carico di neve fresca. Più avanti ecco che la strada da sterrata diventa innevata... attraversiamo numerosi corsi d'acqua con spumeggianti cascatelle, poi finalmente eccoci al sole e con bella veduta sulle alpi imbiancate. Ad un bivio ci manteniamo a sinistra abbandonando la strada per inoltrarci in uno stupendo bosco di betulle, dove la neve scompare del tutto, almeno da sotto i nostri piedi, perchè sopra le nostre teste la cima del Monte Lema parla da se. Ora ci attende un bel traverso aereo su sentiero aperto, ed in breve eccoci in vista del santuario Madonna della Guardia che in men che non si dica raggiungiamo (1245m). Qui optiamo per una breve sosta ad ammirare il panorama sul lago Maggiore, sulla catena alpina con Rosa, Limidario, Mischabel, Trittico del Sempione e chi più ne ha più ne metta. Lasciandoci alle spalle il santuario, riprendiamo il nostro cammino, ora in discesa, e in circa cinque minuti siamo alle porte dell'alpone di Curiglia (1219m). Qui ci accolgono splendide baite perfettamente ristrutturate come tradizione vuole, poste in posizione molto panoramica sulla vallata. Gironzoliamo a lungo tra le viuzze dell'alpe alla ricerca di ogni singolo dettaglio, poi ci portiamo verso la parte terminale e proseguiamo sempre su sentiero aperto in direzione di Viasco. Tra i rami degli alberi svettano le cime del Monte Tamaro e del Gradiccioli, un breve passaggio tra splendide betulle, poi ad un bivio ci manteniamo a destra e cominciamo a scendere. Il sentiero ben presto si fa ripido, molto ripido, e in più uno strato di fogliame umido e lingue di neve lo rendono alquanto infido. Dopo esser discesi per un centinaio di metri con non poca fatica e qualche scivolone, ci rendiamo conto che proseguire è troppo da incoscienti. Viasco è 300m più sotto, ancora ben lontano... raggiungerlo vorrebbe poi dire dover poi far ritorno sempre lungo questo tratto di sentiero infido... insomma, per farla breve, dopo un rapido consulto, Chicca ci fa capire che è meglio tornare all'alpone a goderci la splendida giornata di sole... saggia decisione :-) Prima di far dietro front scattiamo una foto a Monteviasco arroccato sul versante opposto della vallata, poi riguadagnamo la cresta boschiva ed in breve rieccoci all'alpone. Ripercorrendo gli stretti vicoli notiamo alcuni antichi oggetti appesi all'esterno di alcune baite che erano sfuggiti ai nostri occhi durante la precedente visita, poi Chicca trova un posticino carino e a modo suo ci fa capire che è il luogo ideale per la sosta pranzo. E come dargli torto... ci sono pure tavolo e panche! Scattiamo una foto ricordo e via che si mangia. Dopo pranzo sopraggiungono altri due simpatici escursionisti con cui scambiamo quattro piacevoli chiacchiere, poi visto che il sole comincia a giocare a nascondino con le nuvole, decidiamo di lasciare l'alpe e rimetterci in cammino verso valle. Ripassiamo per il santuario Madonna della Guardia, dove da una fessura sulla porta d'ingresso riusciamo a scorgere e fotografarne l'interno. Purtroppo da questa postazione non possiamo fare a meno di notare una serie di nuvoloni neri e minacciosi che dalla cima del Monte Lema avanzano verso di noi, quindi.. meglio non perdersi troppo in chiacchiere e rimettersi in cammino. Ripercorriamo il bel tratto di sentiero aereo fino a ricongiungerci con la strada sterrata, che ci accingiamo a ripercorrere a ritroso in direzione dell'alpe Pradecolo. Al primo torrente Chicca ci chiede una sosta per dissetarsi e rinfrescarsi, poi il sole ci regala ancora qualche breve e simpatico scorcio e infine rieccoci a Pradecolo. Durante il viaggio di ritorno in auto, giunti a Lavena Ponte Tresa decidiamo di effettuare una sosta e visitare lo Stretto di Lavena, e infine, giunti a Brusimpiano, non possiamo fare a meno di soffermarci ad ammirare e fotografare questo splendido ciliegio dai fiori rosa abilmente innestato con uno dai fiori bianchi, creando così uno splendido e raro esemplare.

Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
1 ora e 15 minuti circa
2 ore e 15 minuti circa
9 km
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