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Val Veddasca
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Monte Tamaro, Monte Gradiccioli e Monte Tamaro
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Passato Luino, seguire le indicazioni per Maccagno. Risalire tutta la val Veddasca, passare il confine di stato e arrivare fino all'alpe di Neggia (1395m)
Purtroppo al nostro arrivo all'alpe di Neggia la situazione meteo non è proprio delle migliori. Tante nuvole e foschia sembrano avvolgere tutto l'ambiente attorno, ma noi fiduciosi partiamo ugualmente e iniziamo a salire attraverso un bel bosco che ci porterà in breve al Tamaretto, un gruppo di due grosse baite forse un tempo adibite a rifugio o stalle, chi lo sa! Da qui si prosegue sempre attraverso il bosco... tra le roccette numerose sono le fioriture di primule. Ad una svolta ecco comparire la nostra prima meta, che domina imponente sopra di noi. Continuiamo a salire, ora a tratti il sentiero è ricoperto da residui di neve un po' insidiosi, ma con la dovuta calma e attenzione li superiamo tranquillamente. Tra le nebbie spunta l'antennone posta sotto la vetta del Tamaro. Il sentiero, sempre ben visibile e marcato, ora si impenna brutalmente e tra sfasciumi e pietraie eccoci finalmente in vista della croce di vetta (1961m). Purtroppo il panorama è inesistente, nuvole e nebbie non ci permettono di vedere a pochi metri dal nostro naso... peccato! Sulla vetta conosciamo un simpatico escursionista di nome Augusto, salito dalla località Piero. Con lui scattiamo la foto di vetta e cominciamo la nostra discesa sul versante opposto dirigendoci verso il Gradiccioli, percorriamo la lunga cresta erbosa passando per la Bassa di Indemini e successivamente per la Bassa di Montoia e poi, visto che le nuvole non ci permettono di vedere se il sentiero che sale per direttissima alla vetta è sgombro di neve, decidiamo di prenderla un po' larga (e lunga) aggirando la montagna fino al Monte Pola, riagganciarci così al tracciato che sale dal Passo d'Agario, percorrendo così la facile, ma interminabile cresta completamente immersi nelle nebbie fino a toccare la vetta del Gradiccioli (1935m). Qui veniamo accolti da una bella croce di pietra, sotto la quale è stata posta una targa con una frase molto profonda. La situazione nuvole e nebbie qui è tutt'altro che migliore di quella sulla precedente vetta; riusciamo a malapena ad intravvedere la cresta percorsa, per il resto tutto bianco. Bhe... se il panorama manca, la fame non di certo e cosi ci mettiamo comodi a consumare il nostro pranzo, poi, visto che la situazione non cambia, scattiamo la foto di vetta e iniziamo la nostra discesa, questa volta per la via più breve, e in poco tempo siamo alla Bassa di Montoia. Ripercorriamo per un tratto la cresta erbosa e giunti alla Bassa di Indemini imbocchiamo il sentiero alla nostra destra dirigendoci verso una bocchetta che a malapena intravvediamo tra le nuvole. Giunti alla bocchetta, per una volta tanto, riusciamo a farci beffa degli svizzeri (nessuno è perfetto!). Da qui parte un sentiero che raggira la vetta del Tamaro e si ricongiunge con quello da noi percorso la mattina, ma purtroppo è ancora ricoperto di neve insidiosa e in alcuni punti è un poco esposto. Dopo un rapido consulto, decidiamo di abbandonare l'idea di seguire questo sentiero... troppo pericoloso per noi e per Chicca... e così risaliamo sulla vetta del Tamaro 100m sopra di noi. Chi l'avrebbe mai detto di dover rifare due volte la stessa cima nello stesso giorno? E soprattutto... possiamo dire di aver salito il Tamaro per tutti i suoi versanti. Giunti in vetta, una breve sosta e poi riprendiamo la discesa ripercorrendo a ritroso il percorso di salita, mentre a poco a poco sembra che il cielo azzurro si faccia strada tra le numerose nuvole. Poco prima di arrivare al Tamaretto ci soffermiamo a riguardare la vetta da noi appena lasciata. In valle ancora domina la foschia, ma il verde dei faggi in fioritura rende il paesaggio davvero unico. Ancora pochi passi ed eccoci di ritorno all'alpe di Neggia dove l'auto ci attende. Non ci resta che rimetterci in viaggio verso casa, stanchi (in totale, considerando tutti i su e giù, abbiamo percorso quasi 1100m di dislivello in salita), ma comunque soddisfatti della giornata. |
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