Val Veddasca
Monte Covreto
Passato Luino, seguire le indicazioni per Maccagno. Risalire tutta la val Veddasca fino ad Armio, indi imboccare la strada che porta al passo della Forcora, nota località sciistica. (1179m)

Oggi io e Chicca avevamo voglia di fare una breve uscita, non troppo impegnativa, ma che ci desse comunque la possibilità di goderci qualche splendido panorama. Giunti alla Forcola parcheggiamo l'auto davanti alla Chiesetta Madonna della Neve, e indossati zaino e scarponi, ci incamminiamo lungo i prati che d'inverno si trasformano in piste da sci. Al termine del prato ci voltiamo un attimo a riguardare La Forcora appena lasciata, poi il sentiero prosegue largo e ben marcato all'interno di un bel bosco di betulle, che pian piano diventa sempre più fitto impedendo quasi ai raggi del sole di penetrarlo. Si sale piuttosto rapidamente, e anche faticosamente, di circa 150m fino ad uscire dal bosco, poi un bel traverso ed eccoci in vetta al Monte Sirti (1344m) da dove possiamo già intravvedere la nostra meta. Proseguiamo ora in leggera discesa seguendo la linea di cresta erbosa, poi di nuovo tra betulle fino a giungere alla Forcoletta (1299m). Riprendiamo a salire lungo la Costa del Faietto... d'un tratto ecco comparire tra i rami degli alberi Monterecchio, che andremo a visitare al nostro ritorno... per ora ci limitiamo a salutarlo dall'alto. In breve siamo alle Nove Fontane, che non è altro che una sorta di passo dove si incrociano diversi sentieri. Chissà poi perchè avranno deciso di chiamarlo così...!? I sentieri che si incrociano sono 4, e di fontane neppure l'ombra... boh! Qui un cartello ci indica le diverse possibilità, e noi decidiamo di seguire le indicazioni per il Monte Paglione e Covreto, riservandoci la "Strà di caver" per il ritorno! La salita ora diventa decisamente più ripida... si sale seguendo un'autostrada assolata fatta di pietre e sassi, mentre la vallata pian piano sotto di noi si allontana. Sali sali, finalmente si giunge alla svolta decisiva... qui cambia tutto, i sassi lasciano il posto a un comodo sentiero tra prati verdi, e la nostra meta ora appare decisamente più vicina. Chicca però è leggermente accaldata, e così optiamo per fare una sosta. Dopo un breve e facilissimo traverso eccoci in vista di un'altra palina con altri cartelli segnavie. Di fronte a noi il Monte Paglione, ma noi siamo diretti al Monte Covreto, e così iniziamo a risalire il suo ripido versante seguendo una traccia che di tanto in tanto gioca a nascondersi nell'erba alta, ma alla fine... eccoci in vetta (1593m). Il colpo d'occhio sul Lago Maggiore con Ascona, Locarno, le Isole di Brissago e il Limidario sullo sfondo è notevole... peccato però che la foschia rende quasi irriconoscibili tutte le lontane e maestose vette dell'arco alpino. Anche dall'altro lato, Tamaro e Gradiccioli sono completamente avvolti dalla foschia. Non importa... io e Chicca siamo comunque soddisfatti di essere arrivati fin qui, e ci mettiamo comodi in prossimità dell'omone di vetta. Qualche minuto più tardi, uno sciame di mosche, moschini e insetti vari e alquanto fastidiosi, decidono di venire a farci visita, anche se per la verità nessuno li aveva invitati e non erano di certo ospiti graditi :-) Impossibile rimanere in vetta con questo tormento... scattiamo così una foto ricordo e ci rimettiamo in cammino seguendo questa volta il sentiero che scende lungo il versante sud-ovest della montagna. Dopo aver perso circa un centinaio di metri di quota, incrociamo sulla sinistra una traccia che, nonostante l'erba alta, rimane sempre ben evidente oltre che ad essere segnalata ulteriormente da paletti segnasentiero. Ripassiamo così sotto le pendici del Monte Covreto... di fronte a noi, più in alto, è ben evidente il sentiero che abbiamo seguito all'andata. Dopo l'erba alta si rientra in un bosco di betulle e la traccia diventa sempre più ampia e marcata fino a ritornare un'autostrada. Passiamo alti sopra dei ruderi di un vecchio alpeggio che la natura si sta pian piano inghiottendo, poi giunti ad una sorta di passo tra due grosse rocce, ci voltiamo per riguardare con soddisfazione la meta raggiunta, e infine, dopo un breve traverso sempre immersi nel bosco, siamo di nuovo a Nove Fontane. Da qui proseguiamo diritti seguendo lo sterrato che in breve ci conduce a Monterecchio, splendido villaggio tutto di pietra, davvero ben curato. Gironzoliamo un po' tra le sue abitazioni, andiamo a visitare la Cappella dedicata alla Madonna e infine... sosta pranzo e riposino! Dopo esserci rifocillati e riposati, scattiamo una foto ricordo (questa volta senza fastidiosi moscerini e insetti vari) e ci rimettiamo in cammino seguendo la strada sterrata che attraversa il villaggio. Giunti in prossimità di una curva ci soffermiamo ancora un istante a riguardare e salutare Monterecchio, poi via di nuovo lungo la strada, incontriamo un gregge di pecore che riposa all'ombra delle betulle, passiamo alti sopra un laghetto dalle acque scure e fangose, e infine.. rieccoci al Passo della Forcora, dove, prima di risalire in auto e rimetterci in viaggio, andiamo a visitare la Chiesetta Madonna della Neve. Gita breve, ma molto simpatica!


Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
1 ora e 15 minuti circa
2 ore e 30 minuti circa
8.5 km

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