Val Vigezzo
Forcola di Larecchio
Percorrere la statale della val Vigezzo in direzione del confine di stato. Giunti a S, Maria Maggiore seguire le indicazioni per Toceno e successivamente Arvogno. Arrivare fino alla fine della strada, dove piccole piazzole consentono di lasciare l'auto. (1200m circa)

Ci sono giorni in cui il tempo sembra non passare mai, e si arriva a sera tirando un sospiro di sollievo dicendo... fortuna che è finita! Altri che invece volano via senza neppure accorgersene, tanto da arrivare alla fine quasi malinconici e dispiaciuti che siano finiti. Bhe... oggi per me è proprio uno di questi giorni. Ma cominciamo dall'inizio. Di buon mattino io e l'inseparabile Chicca partiamo con l'intento di fare un'escursione in val Vigezzo, o valle dei pittori. Giunti ad Arvogno, rimaniamo letteralmente a bocca aperta e senza fiato, ma non per la fatica (fin qui si arriva in auto), ma per lo stupendo scenario colorato che appare ai nostri occhi. E' autunno, e in questa valle i faggi creano un'atmosfera davvero unica, calda e spettacolare. Entusiasti ci affrettiamo coi preparativi e cominciamo a salire seguendo la stupenda mulattiera che in breve ci conduce all'alpe Verzasca, dove tutto è pulito e le baite ben curate. Abbandonata l'alpe cominciamo a salire seguendo la mulattiera tutta a gradini, e come al solito è Chicca che mi precede e fa da giuda! La salita è costante, ma non particolarmente ripida, e di tanto in tanto ci soffermiamo qualche istante ad ammirare e contemplare tutto l'ambiente che ci circonda... ogni scorcio, ogni angolino, appare ai nostri occhi come un piccolo angolo di paradiso tutto colorato. Cammina cammina eccoci all'alpe Villasco, dove approfittiamo di una fontana per dissetarci e rinfrescarci, e dove effettuiamo una breve sosta sotto il severo sguardo del Pizzo Ruggia. Da qui in poi lo scenario cambia, i faggi cedono il posto a stupendi larici e abeti. Il contrasto tra il verde di quest'ultimi e il giallo dei larici ormai in veste autunnale è stupendo, crea un'atmosfera magica, calda, accogliente, che rende la salita molto meno faticosa di quanto possa esserlo. D'improvviso ecco spuntare sopra le nostre teste la Pioda di Crana, poi risaliamo un bel pratone ed eccoci all'alpe I Motti con le sue immense stalle. Ora la Pioda di Crana è ben visibile e domina imponente sopra le nostre teste. Chicca sembra chiedermi una pausa, e così, mentre lei riprende fiato, io vengo letteralmente assorbito dallo stupendo paesaggio colorato che si compone alle nostre spalle. Si riparte, sempre seguendo la mulattiera tutta perfettamente gradinata e lastricata. In breve siamo alti sopra l'alpe I Motti, e dopo aver attraversato una valletta solcata da un torrentello dove Chicca finalmente si gode un po' di frescura, eccoci in vista della Cappella S. Pantaleone, che in men che non si dica raggiungiamo e visitiamo. La nostra meta ormai è vicina, e così ci lasciamo alle spalle la cappella e imbocchiamo il sentiero in direzione della Forcola di Larecchio. Saliamo ancora di qualche metro, poi un bel traverso tra prati ormai insecchiti e pietre sparse qua e la ed eccoci al Lago Panelatte (2063m). Le acque limpide e calme di questo piccolo laghetto rispecchiamo talmente bene l'ambiente circostante che quasi si fa fatica ad individuarlo. Decidiamo di salire ancora un poco per ammirarlo dall'alto, ma giunti ad un bivio ci rendiamo conto di essere molto più vicini di quanto pensavamo alla Forcola di Larecchio. Dopo un breve consulto con Chicca, decidiamo di raggiungerla. Seguiamo il sentiero basso che attraversa dapprima una valletta colma di mirtilli, poi il paesaggio si fa decisamente più aspro e brullo fino a giungere alla Forcola (2148m). Ed ecco comparire sotto di noi il Lago di Larecchio, in lontananza il Trittico del Sempione, Cistella e Diei, e le imponenti cime di Devero. E di fronte a questa spettacolare veduta, scattiamo una foto ricordo e... si mangia. La giornata è davvero spettacolare, il sole bello caldo, attorno a noi regna una pace e una tranquillità quasi surreale... siamo io, Chicca, le montagne e nessun altro! In uno scenario così non si può fare a meno che sdraiarsi sul soffice manto erboso e... ronf ronf! Purtroppo però giunge anche il momento di rimettersi in cammino per far ritorno a valle. Riordiniamo le nostre cose e ci incamminiamo lungo lo stesso sentiero di salita. Giunti ad un bivio ci manteniamo a destra percorrendo così la cresta che fa da spartiacque tra la valletta percorsa salendo e quella che ospita il Lago Panelatte, che possiamo finalmente ammirare dall'alto in tutto il suo splendore. Scendiamo sulle sue rive fino ad incrociare il sentiero percorso in salita, che seguiamo per un breve tratto per poi abbandonarlo e deviare tra prati, pietre e arbusti fino a giungere al Passo di Fontanalba, da dove ha inizio un'altra splendida mulattiera lastricata che scende verso l'alpe Galeria. Noi invece proseguiamo seguendo il sentiero che scende verso la Cappella S. Pantaleone, che in breve raggiungiamo, poi percorrendo a ritroso il sentiero di salita, facciamo ritorno all'alpe I Motti dove troviamo volontari del Cai al lavoro per posizionare nuovi cartelli segnaletici. Da qui in poi si ritorna nel bosco, ed in breve eccoci a Villasco dove notiamo la presenza di una nuova palina con dei cartelli segnavie appena posizionati. Fa caldo, ma una fontanella all'ingresso dell'alpe ci consente di dissetarci e rinfrescarci. Riprendiamo il cammino e poco dopo ecco di nuovo i nostri amici faggi, che coi loro caldi colori ci coccolano e ci tengono compagnia fino all'alpe Verzasca, poi seguendo la strada dapprima sterrata, poi asfaltata, passiamo alti sopra una spumeggiante cascatella e facciamo ritorno all'auto. Ancora qualche minuto a contemplare a bocca aperta lo stupendo paesaggio colorato che ci circonda, e con un pizzico di malinconia ci rimettiamo in viaggio verso casa.


Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
2 ore e 30
4 ore e 30 minuti circa
11 km

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