Valle Vigezzo
Monte Ziccher
Percorrere la statale della val Vigezzo in direzione del confine di stato. Passata la rinomata località S. Maria Maggiore, sulla sinistra, si incrocia una strada che conduce a Craveggia. Oltrepassato il centro del paese, seguire le indicazione per la vasca Blitz fino al termine della strada, dove un piccolo, ma capiente parcheggio, consente di lasciare l'auto. (1220m)

Giunti al posteggio, appena scesi dall'auto, ci rendiamo subito conto che oggi avremo a che fare con una splendida giornata primaverile, il che, da un lato ci rende euforici, ma dall'altro, ci pone una serie di interrogativi: come sarà la neve? Reggerà? Chicca si mostra subito impaziente, a quanto pare ha una gran voglia di iniziare a camminare, ma deve attendere che io e Antonio terminiamo i preparativi, mentre di fronte a noi, il Rifugio Blitz si gode i primi raggi di sole. Siamo quasi pronti... ci manca solo di indossare le ciaspole e poi via che si parte. Incominciamo a salire lasciandoci alle spalle l'imponente Pizzo Ragno, e dopo pochi passi siamo in vista di un ponticello sul Rio dei Piotti che Chicca guarda un po' preoccupata. A lei questo ponticello non è mai piaciuto, fin dalle prime volte che l'ho portata in queste zone, ha sempre avuto un certo timore nell'attraversarlo. L'unica spiegazione che son riuscito a darmi in tutti questi anni, è che essendo costruito con delle griglie di ferro che lasciano intravvedere il torrente sottostante, la fanno sentire insicura e le griglie stesse non le consentono di appoggiare in modo confortevole le sue zampette, incutendole timore. Alla fine però, non avendo altre alternative, finisce sempre per convincersi a passarci sopra, per poi proseguire felice come una Pasqua, risalire i ripidi pendii boschivi fino a giungere alla Chiesetta di Blitz. Sostiamo qualche minuto per goderci lo splendido panorama sulla vallata, poi via di nuovo nel ripido bosco fino a giungere alle baite superiori dell'alpe Blitz. Ora ci attende un bel tratto aperto con dolci pendenze, tutto da gustare, passiamo altri nuclei di baite, ed ecco che di fronte a noi già si intravvede l'alpe Pragrande. Percorriamo un altro breve tratto immersi nel fitto bosco, in lontananza, avvolte dalla foschia, le cime che separano la val Grande dalla Vigezzo, mentre sotto di noi, i bei pendii innevati che abbiamo appena risalito. Cammina cammina eccoci all'alpe Pragrande, dove effettuiamo una breve sosta per dissetarci alla fontana e per gustarci un po' il panorama. Fa caldo, molto caldo, anzi... troppo caldo, ma per fortuna ora ci attende un bel traverso immersi in uno splendido bosco di abeti. Poi la traccia devia decisamente a sinistra e inizia ad inerpicarsi lungo i ripidi pendii che ci condurranno dritti all'antecima. Dopo un breve tratto di bosco siamo di nuovo all'aperto, ma poco dopo eccoci nuovamente pronti a rituffarci nel fitto bosco... meno male, perchè camminare col sole a picco sopra le nostre teste con queste temperature è una vera e propria sofferenza. Guadagnata la linea di cresta, i nostri occhi notano qualcosa sui pendii opposti a noi, assolati e quasi sgombri da neve. Sono degli splendidi esemplari di camosci... ne individuiamo dapprima quattro che si godono la splendida giornata in tutta tranquillità sopra delle balze rocciose, poi altri quattro poco più sopra, un'altro più solitario, ed una coppietta alla quale, grazie allo zoom, riusciamo a dedicare quasi un primo piano :-) Dopo essersi lasciati osservare e fotografare a lungo, forse stanchi di tutti i clik e di sentirsi gli occhi puntati addosso, ci salutano e in fila indiana si incamminano verso valle... che spettacolo... questa visione ci ha letteralmente riempito il cuore di gioia. Ora non ci resta che affrontare l'ultimo ripido tratto fino a guadagnare l'antecima. Antonio procede sicuro e spedito, io e Chicca un po' meno, la stanchezza comincia a farsi sentire, la neve inizia a smollarsi e si sprofonda un poco, e il sole, ormai alto in cielo, ci sta letteralmente cuocendo. Raggiungiamo l'antecima quando Antonio è già quasi alla base dello strappo finale che precede la vetta, percorriamo un bel traverso in tutta tranquillità e iniziamo ad inerpicarci lungo il ripido pendio fini a raggiungere Antonio fermatosi in prossimità di alcune roccette. 20 metri o poco più ci separano dalla cresta che ci porterà dritti in vetta, ma la situazione comincia a complicarsi; il pendio è alquanto ripido, la neve è molle e le roccette mettono in seria difficoltà Chicca. Nonostante la sua grande forza di volontà e di equilibrio, dopo qualche tentativo per farla passare e dopo averla vista sbilanciarsi all'indietro un paio di volte rischiando di precipitare, decido che è meglio per tutti e due rinunciare a quei pochi metri che ci separano dalla vetta e fare dietro-front. E così, mentre io e Chicca ritorniamo alla base del pendio, Antonio supera le roccette e in breve eccolo toccare la cima, il tempo di qualche foto e subito si rimette in marcia per tornare da noi. In prossimità delle roccette perde l'equilibrio e scivola, ma per fortuna riesce a fermarsi e a rialzarsi, ancora un passaggino infido e infine eccolo sicuro e tranquillo percorrere gli ultimi metri che ci separano. Nel frattempo io e Chicca abbiamo già iniziato a pranzare comodamente seduti al sole di fronte a scenari davvero stupendi e mozzafiato. Il Gridone e il Limidario svettano imponenti davanti a noi leggermente avvolti dalla foschia, mentre ai nostri piedi la Valle Vigezzo con le sue cime e i colossi delle alpi che le fanno da cornice. Dopo un lauto pranzetto, non ci resta che goderci il meritato riposo rimanendo a lungo a chiacchierare e a crogiolare al sole, mentre il cielo si popola di numerosi parapendii. Purtroppo però, in giornate come queste, il tempo passa sempre velocemente, troppo velocemente, magari passasse così anche il resto della settimana :-), e così, scattiamo una foto ricordo e con un pizzico di malavoglia ci prepariamo per la discesa. Ripercorriamo a ritroso il bel traverso riportandoci sull'antecima, per poi deviare e buttarci giù a capofitto lungo i ripidi e ampi pendii, dove non ci facciamo certo mancare qualche taglio fuori traccia. Pochi però, bisogna essere sinceri, perchè la neve si è ormai trasformata, è diventata molle e pesante, e calpestarla in queste condizioni risulta alquanto faticoso anche se si è in discesa. Dopo un ripido tratto sotto un sole cuocente, finalmente un traverso in mezzo al bosco che ci regala un po' di frescura, poi di nuovo all'aperto ed eccoci a Pragrande. Ora non ci resta che ridiscendere i bei pendii innevati fino alle baite superiori di Blitz, e una volta giunti alla chiesetta, decidiamo di puntare in discesa libera in direzione del rifugio, poi per strada, dove Chicca decide di darsi una rinfrescata nel Rio dei Piotti, ritorniamo all'auto, stanchi, abbrustoliti dal sole, ma decisamente soddisfatti.


Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
2 ore e 30 minuti circa
4 ore circa
6.5 km

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