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Val Vigezzo
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Monte Ziccher
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Percorrere la statale della val Vigezzo in direzione del confine di stato. Passata la rinomata località S. Maria Maggiore, sulla sinistra si incrocia una strada che conduce a Craveggia. Oltrepassato il centro del paese, seguire le indicazione per la vasca Bliz fino al termine della strada, dove un piccolo, ma capiente parcheggio, consente di lasciare l'auto. (1220m)
Purtroppo la fortuna oggi non sembra molto essere dalla nostra parte. Al nostro arrivo al parcheggio, molte nuvole, freddo e un leggero nevischio ci accolgono, ma decidiamo di tentare ugualmente la salita. Di neve nei prati attorno non ce n'è più, quindi... calzati gli scarponi, lasciamo le ciaspole a riposare in auto e iniziamo la nostra salita dirigendoci verso una baita diroccata, per poi scendere in direzione di un ponticello ed attraversare il torrente. Il fondo del ponticello è costituito da una griglia metallica e Chicca sembra titubare un po' nel volerlo attraversare, ma alla fine si fa coraggio e lo affronta con decisione. Il sentiero si inerpica ripido attraverso una bella faggeta, mentre alle nostre spalle si allontanano sempre più le belle baite soprastanti il parcheggio. In breve raggiungiamo l'alpe Blitz con la sua bella chiesetta da dove si ha una bella veduta su tutta l'alpe, poi deviamo decisi a sinistra e poco dopo eccoci agli alpeggi superiori. Attraversiamo bei pratoni completamente privi di neve, un breve traverso nel bosco e siamo all'alpe Pragrande, dove Chicca trova una chiazza di neve su cui accomodarsi. Proseguiamo la nostra salita addentrandoci nel bosco. Ora la neve è un poco più presente, ma dura e ben calpestabile. Il percorso si impenna sempre di più e nell'ultimo tratto la neve scompare del tutto, in compenso la nebbia si fa sempre più fitta e quasi fatico a vedere Chicca pochi metri avanti a me. Si sale molto a naso seguendo la ripida dorsale, fino a raggiungere l'antecima dello Ziccher (1906m). Da quì l'unica cosa che si riesce ad intravedere è parte della linea di cresta innevata che conduce ai piedi della vetta. Visto le condizioni del tempo e ben consapevole che questo tratto di percorso finale è da fare con cautela e attenzione in quanto in alcuni punti è un poco strapiombante, decido di fermarmi quì e rimandare la salita in vetta ad una prossima uscita con tempo decisamente migliore. Scattiamo una foto ricordo e riprendiamo subito a scendere, anche perchè fa freddino. Lasciata l'antecima la nebbia ci concede una breve tregua lasciandoci intravedere parte del pendio che dovremo ripercorrere per scendere, e tra chiazze di neve, prati e tratti di bosco facciamo ritorno all'alpe Pragrande dove, nei pressi di una baita, ci soffermiamo a rifocillarci. Sotto di noi si dovrebbero vedere i prati degli alpeggi sottostanti, ma a quanto pare oggi li possiamo solo immaginare. Poco prima di rimetterci in cammino però, la nebbia sembra concederci una tregua ed ecco comparire la valle sotto di noi. Ripercorriamo a ritroso il sentiero di salita, ripassiamo a fianco di un gruppetto di baite e facciamo ritorno all'alpe Blitz, dove una fontana ci consente di dissetarci. Un ultimo sguardo all'alpe e poi giù per direttissima fino al parcheggio dove abbiamo lasciato l'auto. Risaliti in macchina, lungo la strada del ritorno, facciamo una breve sosta a Craveggia per ammirare i suoi caratteristici comignoli. |
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