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Val Vigezzo
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Monte Ziccher
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Percorrere la statale della val Vigezzo in direzione del confine di stato. Passata la rinomata località S. Maria Maggiore, sulla sinistra si incrocia una strada che conduce a Craveggia. Oltrepassato il centro del paese, seguire le indicazione per la vasca Bliz fino al termine della strada, dove un piccolo, ma capiente parcheggio, consente di lasciare l'auto.
La giornata è splendida, dall'altra parte della valle spicca la sagoma del Pizzo Ragno, ma... la neve dov'è? Decidiamo a scanso di equivoci di portarci comunque le ciaspole, che rimarranno legate per tutta la giornata allo zaino. Dal parcheggio, una serie di cartelli ci indica il sentiero da prendere, e subito ci affrettiamo a salire. Passiamo un ponticello lasciandoci alle spalle un bel gruppetto di baite, e in breve raggiungiamo la chiesetta dell'alpe Bliz (1270m). Pochi passi e ci ritroviamo stesi a terra. Insidiosi lastroni di ghiaccio ricoperti da un sottile strato di fogliame ci danno il benvenuti, tenendoci compagnia fino all'alpe Pragrande. Con un po' di attenzione e qualche piccola difficoltà, riusciamo a superare il primo tratto di bosco fino ad uscire allo scoperto dove bei gruppetti di baite ci accolgono. Continuiamo a salire cercando di raggirare i tratti ghiacciati. La valle piano piano si allontana e in breve raggiungiamo l'alpe Pragrande con le sue belle baite. Da quì il percorso cambia radicalmente. A parte qualche breve tratto iniziale in cui la traccia è piuttosto pressata e nei punti più ripidi diventa scivolosa, per il resto si procede a fatica, ma solo per colpa della pendenza. Anche Chicca ogni tanto si ferma ad aspettarmi e a prender fiato. Il tratto finale prima dell'antecima è molto ripido, ma la quasi totale assenza di neve ci permette di affrontarlo in assoluta tranquillità. Giunti sull'antecima, ecco finalmente la nostra meta comparire davanti ai nostri occhi. Non ci resta che superare un breve tratto in cresta per poi affrontare con decisione l'ultimo strappo che ci porterà in vetta. (1967m) . Il panorama è a 360° sull'arco alpino. Sotto di noi, quasi a strapiombo. la bocchetta di S. Antonio dominata dalla cima del Sassone. In lontananza si intravedono le alpi ticinesi e il lago Maggiore nei pressi di Locarno, mentre dall'altro lato si spazia sulle vette della val Grande e sul gruppo del Rosa e dei 4000. In controluce riusciamo anche ad individuare tra le vette lombarde il Campo dei Fiori. Purtroppo in vetta soffia un venticello gelido e fastidioso, che ci guasta la permanenza. Ci affrettiamo a fare una foto ricordo e poi iniziamo subito la discesa. Di fronte a noi imponenti le rocce del Gridone ci osservano. Dopo aver ripercorso la crestina e il ripido tratto finale, ci rituffiamo nel fitto bosco fino all'alpe Pragrande, dove una fontana, nonostante il gelo, ancora vive. Ci appostiamo nei pressi di una baita a crogiolarci al sole e ad ammirare il panorama attorno e sotto di noi. La bella e calda giornata invoglia a trattenersi il più a lungo possibile. Purtroppo però la tregua non dura moltissimo e ora il vento gelido soffia anche quì. Ci prestiamo quindi a ripercorrere l'ultimo tratto di discesa, ripassiamo gruppetti di baite ben tenute dove il sole e la poca neve ci regalano belle sensazioni, fino a raggiungere l'alpe Bliz dove poco più sotto l'auto ci attende. Soddisfatti della bella giornata e dei bei panorami che ci ha offerto, ci rimettiamo in macchina per far ritorno a casa, ma non prima di esserci soffermati qualche minuto ad ammirare i famosi camini di Craveggia. (Tempo di salita: 1 ora e 45 minuti circa) |
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