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Val Vigezzo
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Passo di Fontanalba
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Percorrere la statale della val Vigezzo in direzione del confine di stato. Giunti a S, Maria Maggiore seguire le indicazioni per Toceno e successivamente Arvogno. Arrivare fino alla fine della strada, dove piccole piazzole consentono di lasciare l'auto. (1200m circa)
Al nostro arrivo ad Arvogno, la giornata si presenta con una fitta foschia che ci impedisce di vedere le cime circostanti. Fiduciosi che la situazione migliorerà, sbrighiamo i preparativi e ci incamminiamo seguendo per un tratto la strada asfaltata chiusa al traffico, che ben presto diventerà sterrata. Giunti nei pressi di un ponticello intravvediamo sopra di noi le baite dell'alpe Verzasca che in breve tempo raggiungiamo e superiamo. Da qui inizia la bella mulattiera di 1700 gradini che ci condurrà dritti al passo. In verità alcuni di quelli che dicono di averli contati, affermano siano di più, altri di meno... io personalmente mi sono perso dopo il quinto o sesto gradino, quindi... non so chi possa avere ragione, so solo che sono davvero tanti, ma anche alquanto agevoli. Si percorre un primo lungo tratto immersi in una bella faggeta, dove due escursionisti ci precedono. Al termine del bosco ecco comparire l'unica baita rimasta in piedi dell'alpe Villasco, poi di nuovo nel bosco dove numerosi torrentelli carichi d'acqua precipitano a valle fino a gettarsi nel torrente Verzasco. Alcuni sono talmente in piena che finiscono per esondare e invadere parte del sentiero, mentre più avanti un altro torrente forma una bella pozza. Pian piano il bosco comincia a diradarsi e appare, avvolto dalla foschia, il Pizzo Ruggia, e poco dopo ecco anche l'imponente Pioda di Crana. Siamo ormai giunti all'alpe I Motti con le sue mastodontiche stalle che attendono l'arrivo del bestiame ormai credo imminente. Continuiamo a salire seguendo la bella mulattiera a gradini ed ecco apparire ormai vicino la cappella del passo di Fontanalba. Poco prima di giungere al passo la nostra attenzione viene attirata da un grosso masso che offre un bel bivacco di fortuna in caso di maltempo. Ancora qualche passo ed eccoci alla cappella, affiancata da un'altra più piccola. Chicca trova una buca colma di neve e ne approfitta subito per infilarcisi dentro e rinfrescarsi. Il passo in realtà è una cinquantina di metri più sopra, quindi... ripreso fiato ripartiamo, passiamo a lato di un bel laghetto ghiacciato e finalmente eccoci arrivati alla nostra meta (2024m). Sotto di noi si apre un'altra bella vallata con al centro l'alpe Galeria. Dal passo proviamo a mantenerci sul filo di cresta che divide le due valli dirigendoci verso il lago di Panelatte, ma... poco più avanti la neve si fa sempre più presente e si comincia a sprofondare. Nulla da fare, si sprofonda troppo, e così compiendo un piccolo giro ad anello ritorniamo alle cappelle dove ci mettiamo comodi a riposarci e rifocillarci. Di fronte a noi la Pioda di Crana e il Pizzo della Fontanalba. Dopo aver consumato il nostro frugale pasto ed esserci crogiolati al sole, scattiamo una foto ricordo, diamo un'ultima occhiata in direzione del passo e iniziamo il nostro viaggio di rientro. In breve eccoci in vista dell'alpe I Motti, mentre i prati attorno a noi sono una vera e propria esplosione di crocus primaverili in fiore. Ogni rigagnolo o pozza d'acqua è per Chicca una buona occasione per farsi un bagnetto e dissetarsi. Come previsto, la foschia pian piano si è un po' diradata, e dall'alpe possiamo ammirare il Pizzo Ruggia con l'omonima bocchetta alla sua destra. Riprendiamo a scendere seguendo a ritroso la bella mulattiera a gradini, passiamo a lato di belle cascatelle e poco prima di giungere all'alpe Villasco (ormai già visibile sotto di noi) troviamo un tronco di pino completamente svuotato nel suo interno. Ora ci attende un lungo tratto di bosco che come un buon amico sembra accoglierci a braccia aperte donandoci una piacevole frescura. Siamo ormai verso la fine della nostra escursione, ecco far comparsa tra i rami degli alberi l'alpe S. Gerolamo e poco dopo rieccoci all'alpe Verzasca. Una zoomata alle belle baite dell'alpe S. Gerolamo e poi giù senza più soste fino alla macchina. Soddisfatti della bella giornata vissuta in un ambiente davvero molto bello, non ci resta che rimetterci in viaggio verso casa. |
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