Valle Vigezzo
Monte Ziccher
Percorrere la statale della val Vigezzo in direzione del confine di stato. Passata la rinomata località S. Maria Maggiore, sulla sinistra, si incrocia una strada che conduce a Craveggia. Oltrepassato il centro del paese, seguire le indicazione per la vasca Blitz fino al termine della strada, dove un piccolo, ma capiente parcheggio, consente di lasciare l'auto. (1220m)

Visto che è autunno, e che la val Vigezzo in questo periodo offre scenari davvero spettacolari e coloratissimi, decidiamo di tornarci anche in questo week-end, e di salire sulla vetta dello Ziccher, una cima a me alquanto conosciuta, ma ancora tutta da scoprire per gli altri membri del gruppo. Come al solito, appena arrivati sul posto, a fatica riusciamo a calmare i due pelosoni superscatenati, e così, in fretta e furia svolgiamo i preparativi e via che si parte. Dopo un paio di minuti di salita ci troviamo ad attraversare il Rì dei Piotti tramite un ponticello di ferro su cui Gioy e Dasy hanno qualche perplessità e titubanza, ma alla fine ci ritroviamo tutti e quattro sull'altra sponda e via che riprendiamo a salire fino a giungere alla chiesetta di Blitz. L'ambiente circostante è tutto colorato, e l'entusiasmo sale a mille. Dopo una breve sosta per immortalare questo posticino, riprendiamo a salire fino a giungere in breve alle baite superiori di Blitz, contornate da un paesaggio coloratissimo. Dall'altra parte della valle svettano imponenti il Pizzo Ragno, il monte Zeda e il Limidario, mentre noi continuiamo a salire attraversando i prati ormai ingialliti dell'alpe seguendo il sentiero ben segnalato. Poco dopo ci rituffiamo in un tratto di boschi di faggi fino a pervenire a Pragrande, che però un cartello posto in loco lo indica come alpe Oro... questa cosa ci appare fin da subito strana, sia perchè le carte non riportano nessuna alpe Oro in zona, sia perchè non corrispondono neppure le quote rilevate dal GPS ed indicate sulle cartine. Bah... strano, ma visto che pure la scorsa settimana passando per Verzasco abbiamo trovato delle discordanze in merito alle quote indicate dalle cartine e quelle indicate in loco dai cartelli, supponiamo che anche in questo caso si tratti di un errore di segnaletica.
Dopo esserci dissetati alla fontana, imbocchiamo il sentiero segnalato per la nostra meta, fino ad un bivio dove ci manteniamo a sinistra. Qui il percorso si impenna e comincia a salire tra larici ed abeti, fino a guadagnare un bel pianoro erboso, dove, poco dopo, incontriamo un simpatico ricercatore di funghi con cui ci soffermiamo a lungo a scambiare impressioni e chiacchiere. Nel frattempo veniamo raggiunti da Massimo, un escursionista conosciuto nel 2010 scendendo dalla Punta di Larescia, col quale proseguiamo in direzione della cima per un breve tratto, per poi separarci. Lui preferisce compiere l'anello più lungo passando per la Bocchetta di S. Antonio, mentre noi preferiamo salire in vetta per direttissima seguendo l'itinerario classico invernale.
E così, salutato ben presto il nostro amico, cominciamo ad inerpicarci in direzione della dorsale che separa le valli Vigezzo ed Onsernone, per poi proseguire in salita lungo un tratto alquanto ripido e faticoso, reso ancor più infido dalla presenza di circa dieci centimetri di neve fresca. All'uscita del bosco siamo in vista dell'antecima e della cima, e vediamo il nostro amico che risale il versante opposto, intuendo che ha rinunciato alla salita dalla bocchetta. Il passo in questo tratto rallenta un pochino, sia per via della pendenza che per via della neve, ma pian piano raggiungiamo la cresta che in breve ci porta alla base della cima. Gli ultimi metri sono alquanto ripidi e un po' impegnativi, sia per la pendenza, che per la presenza di un numeroso gruppo di capre che attirano l'attenzione di Dasy e Gioy. Alla fine però riusciamo a guadagnare la cresta terminale e di lì a poco la cima, dove troviamo ad attenderci Massimo (1967m). Purtroppo la presenza della neve, lo spazio alquanto limitato e l'agitazione dei due pelosoni, ci costringe a scattare velocemente una serie di foto, tra cui quella di vetta, ed iniziare a scendere fino a guadagnare un bel pianoro dove ci fermiamo per la sosta pranzo.
La temperatura mite e la bella giornata ci invogliano a rimanere a lungo in questo posto da favola, poi, dopo esser stati raggiunti nuovamente da Massimo, ci rimettiamo in cammino verso valle seguendo un percorso alternativo che ci porta ad incrociare il sentiero per la Bocchetta di S. Antonio. Ovviamente lo seguiamo in direzione della valle, e di lì a poco eccoci a ricalpestare le nostre orme di salita fino a tornare a Pragrande, dove ci soffermiamo una mezz'oretta per una piccola merenda e per contemplare l'ambiente che ci circonda. Ripreso il cammino, dopo un breve tratto tra faggi coloratissimi perveniamo a Blitz, attraversiamo i suoi pratoni fino a scendere alla chiesetta, dove imbocchiamo il sentiero in direzione del rifugio, che in breve raggiungiamo, Da qui, seguendo la strada sterrata, in pochi minuti siamo alla macchina. Salutato Massimo, ci rimettiamo in viaggio verso casa, ma poco dopo siamo di nuovo fermi per scattare qualche foto ai famosi camini di Craveggia. E infine... tutti a casa, felici e soddisfatti.



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
2 ore e 15 minuti circa
3 ore e 30 minuti circa
7.5 km

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