Giunti a Domodossola, seguire le indicazioni per Bognanco e successivamente quelle per Sacro Monte Calvario Via delle Cappelle. La strada termina in prossimità della terza cappella dove è possibile lasciare l'auto in un ampio spiazzo adiacente. (310m)
Lasciata l'auto nel grande piazzale all'inizio della via delle cappelle, ci prepariamo ed iniziamo a salire seguendo la bella e comoda mulattiera lastricata verso il Sacro Monte. A lato troviamo e visitiamo le cappelle allestite all'interno con affreschi e statue lignee che ripercorrono i momenti più significativi della passione di Gesù, un piccolo capolavoro, non a caso la zona è stata dichiarata patrimonio dell'UNESCO. In breve perveniamo al cancello d'ingresso del Santuario, dove ci incontriamo con l'amico Simone. Giusto il tempo dei saluti e via che entriamo ed iniziamo col visitare il parco attorno al santuario, dove la primavera ha già fatto sbocciare qualche piccolo fiorellino. All'interno vi troviamo anche altre cappelle, poi passando davanti al convento e alla statua di Betao Antonio Rosmini, saliamo fino alla quindicesima cappella, dove un'esplosione di gioiosi colori e numerose statue rappresentano la Resurrezione di Gesù. Ci spostiamo ancora di qualche metro su di una balconata per ammirare la bella vista su Domodossola, visitiamo il parco dove al centro è posta la grande croce ben visibile dalla città e dalla valle, e poi via che ritorniamo sui nostri passi fino a riguadagnare il cancello d'ingresso a questo luogo sacro.
Ora, lasciata la mulattiera, ci incamminiamo lungo la strada asfaltata per un breve tratto fino a Crosiggia, dove ha inizio un'altra bella e ampia mulattiera che ci porterà a percorrere l'antica via dei torchi e dei mulini. Ci incamminiamo affiancando splendidi vigneti e vecchie toppie per poi attraversare nuovamente la strada e imboccare dapprima una mulattiera lastricata, e poi un bel sentiero aereo e panoramico fino a giungere ad Anzuno (551m), piccolo e stupendo borgo antico, oggi purtroppo disabitato. Il nome Anzuno pare derivi da "nessuno", in quanto sembra che nessun abitante di questo piccolo paese, sopravvisse all'epidemia di peste del 1630. Qui troviamo, oltre a diverse splendide fioriture, l'Oratorio, il vecchio torchio settecentesco (purtroppo chiuso), il lavatoio e il vecchio forno comune, anch'esso chiuso!
Dopo una breve pausa spuntino e aver gironzolato un po' qua un po' là per il piccolo borgo cercando di scovare gli angolini più caratteristici, ci rimettiamo in cammino seguendo le indicazioni per Tappia, e passando tra ulivi e ciliegi in fiore, raggiungiamo la località Molini, dove sulle rive del Rio d'Anzuno, sorgono una serie di antichi mulini che servivano a macinare segale, orzo e castagne. Anche qui una sosta è d'obbligo, per curiosare sia all'esterno che all'interno dei mulini, dove vi si trovano ancor ben conservate grosse macine di pietra e un gigantesco masso di pietra ollare.
A questo punto non ci resta che proseguire, ora un po' in salita, fino a giungere ad una cappella, poi, sempre seguendo il sentiero, in breve eccoci in vista del campanile della chiesa di Tappia, che raggiungiamo risalendo una scalinata di pietra. Dal piazzale antistante la chiesa si gode di uno splendido panorama sull'Ossola, e dopo le rituali foto e aver gironzolato un po' attorno, riprendiamo a camminare seguendo per un breve tratto la strada in discesa fino a giungere nel centro di Tappia (637m) dove troviamo altre macine di pietra, un altro forno comune, fioriture a non finire, stretti vicoli e fontane da cui sgorga un'acqua freschissima.
Qui optiamo per effettuare una pausa merenda, dove consumiamo una squisita torta offerta da Simone, e ci godiamo la pace e la tranquillità di questo luogo. La splendida e calda giornata primaverile poi, ci invoglia a rimanere a lungo a raccontarcela comodamente seduti su una panchina proprio di fronte al forno comune, fino a che, a malincuore, giunge l'ora di rimettersi in cammino. Per il rientro optiamo per un breve anello... imbocchiamo così la mulattiera che scende verso Valpiana, dove una volta giunti, ci dirigiamo nei pressi del lavatoio dove ha inizio un'altra mulattiera che passando per Gabi Valle ci porta a Quartero. Da qui, risalendo a sinistra lungo il viale asfaltato e passando a fianco del monumento ai caduti, ritorniamo a Crosiggia. Ora non ci resta che ritornare al Sacro Monte Calvario, per poi ripercorrere a ritroso la via delle cappelle fino a tornare all'auto, soddisfatti di questa facile escursione, adatta a tutti, da percorrere senza fretta, cercando di gustarsi ogni singolo dettaglio e leggendo i numerosi pannelli didattici che illustrano la vita e storia di tutti questi luoghi.