![]() |
||||||||||
|
Val d'Ossola
|
||||||||||
|
Pianezza Grande o Piazza Grande
|
||||||||||
|
Da Gravellona Toce proseguire lungo la superstrada del Sempione fino all'uscita Anzola, indi raggiungere il centro del paese e parcheggiare l'auto in Piazza S. Rocco (210m)
Giunti a Gravellona Toce, notiamo che l'incendio divampato venerdì sera sul Montorfano non è ancora stato del tutto domato e ci sono ancora i Canadair in azione. E pensare che era una delle nostre ipotetiche mete di oggi. Proseguiamo quindi in direzione di Anzola e posteggiamo l'auto in piazza S. Rocco, da dove è già ben visibile il Santuario della Beata Vergine del Carmine che dovremo raggiungere. Svolti i preparativi ci incamminiamo seguendo la via Romildo Talamoni a sinistra della chiesetta, imbocchiamo la bella mulattiera lastricata che si innalza sopra il paese fino a giungere al Santuario dove ci soffermiamo qualche istante a gustarci il panorama su Anzola sotto i nostri piedi e sui Corni di Nibbio che oggi più che mai hanno sembianze piuttosto spettrali. Il sentiero prosegue ora a destra del santuario, e al primo bivio ci manteniamo a destra imboccando la direttissima. Nonostante la notevole pendenza del versante, si sale senza troppa fatica, grazie ai numerosi tornanti che il sentiero compie. Chicca come al solito mi precede e dall'alto mi osserva salire, e poco dopo notiamo sopra di noi un gruppetto di quattro escursionisti, anche loro diretti a Pianezza Grande. La salita da questo versante è molto panoramica, anche se oggi a causa delle nuvole di panorami ce ne sono ben pochi... peccato! Tra i prati notiamo riaffiorare di tanto in tanto resti di alberi carbonizzati da qualche incendio divampato in un lontano passato... forse nemmeno poi così tanto lontano. Poco dopo il sentiero si fa decisamente più aereo, si raggirano degli speroni rocciosi dai quali possiamo ammirare a picco sotto di noi Anzola, poi di nuovo in un bel bosco di castagni fino a giungere a Pian Sola e successivamente all'alpe Cantire, da dove con lo zoom riusciamo a scorgere una grande croce, punto panoramico ai piedi di Pianezza Grande. A Cantire notiamo la presenza di due baite a nostro avviso ristrutturate in modo poco solidale con l'ambiente circostante... ma erano proprio necessari quei bei tetti in lamiera rossi e verdi? All'uscita dell'alpe un cartello ci indica la direzione da seguire, risaliamo ancora per boschi di castagni fino ad incontrare un grosso cartello che ci comunica che siamo arrivati a Pianezza Grande (881m). All'ingresso dell'alpe troviamo una bella cappella con altare e madonnina, un simpatico angioletto e affissa ai suoi muri una preghiera per chi ama la montagna. Poco più avanti vengono a darci il benvenuto un simpatico gruppetto di capre. L'alpe è piuttosto vasta, e così decidiamo di cominciare a visitare la parte inferiore, passiamo a lato di belle baitine, fino a giungere alla grande croce posta su di uno sperone roccioso in posizione panoramica sulla val d'Ossola. Sarebbe bello fermarsi qui per consumare il nostro pranzo, ma purtroppo la postazione risulta essere un po' esposta ai quattro venti, e così decidiamo di risalire di qualche metro e prender posto nei pressi di un gruppetto di baite, dove scattiamo la foto ricordo e ci mettiamo comodi a rifocillarci. E dopo pranzo, la pace e la tranquillità di questo luogo, ci coccolano a tal punto da invitarci a schiacciare un bel pisolino. Ma come al solito, nel bel mezzo della festa, c'è sempre qualcuno o qualcosa che deve arrivare a rompere le uova nel paniere. D'improvviso dal cielo cominciano a cadere una goccia, poi un'altra e poi un'altra ancora... meglio riaffardellare lo zaino e rimettersi in cammino. Prima di abbandonare l'alpe saliamo a visitare la parte superiore, dalla quale ci soffermiamo qualche istante a gustarci il panorama sulle baite e sulla vallata sottostante. Scendiamo poi per direttissima lungo i bei pratoni dove ritroviamo le nostre amiche caprette venute nuovamente a salutarci, poi riprendiamo il nostro cammino seguendo a ritroso il tracciato di salita fino al Pian Sola, dove questa volta, veniamo accolti da un gruppetto di giovani caprette scampate allo sterminio della Pasqua. Lasciamo alla nostra sinistra il tracciato di salita per imboccare la vecchia mulattiera a destra che scende fino alla località Balmoni, ridotta a un cumulo di macerie. Poco dopo, una radura, ci permette di vedere a picco sotto di noi Anzola. Si prosegue seguendo il tracciato evidente fino all'alpe Borgoratto e da questo punto in poi bisogna fare un poco di attenzione. Proseguendo si incontra un bivio al quale bisogna mantenersi a sinistra, poi, pochi metri dopo, prima di rientrare nel bosco, ci si imbatte in un sasso con una doppia freccia. In corrispondenza di questo segnavia si hanno due alternative: proseguire diritti su un sentiero poco agevole che va a ricongiungersi con quello di salita, oppure imboccare una traccia a destra che scende attraverso il bosco in direzione di una cappella, per poi compiere un agevole e bel traverso e ricongiungersi col sentiero di salita nei pressi del Santuario della Beata Vergine del Carmine (noi abbiamo optato per la seconda opportunità). Nei pressi del santuario ci soffermiamo un istante ad osservare la val d'Ossola da un lato (verso Domodossola) e dall'altro (verso Gravellona), poi seguendo la bella mulattiera lastricata facciamo ritorno ad Anzola, dove stupende viole silvestri, ci ricordano, nonostante le nuvole e il freddo, che la primavera è già cominciata. Bella gita, anche se i panorami e il sole si sono fatti un po' desiderare. |
||||||||||
|
||||||||||
|
||||||||||