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Val d'Ossola
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Alpe Parpinasca
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Da Domodossola, seguire le indicazioni per Trontano. Giunti nella piazzetta del paese, imboccare la strada a lato del municipio fino a giungere ad un ampio parcheggio dove ha inizio il "sentiero natura". (550m)
In occasione della salita a Parpinasca nello scorso autunno, c'eravamo promessi di ritornare a visitare questi luoghi durante la stagione invernale con tanta neve, e così, visto la grande quantità di neve caduta nella scorsa settimana, i forti venti e l'elevato rischio valanghe, decidiamo di approfittarne proprio in questo week-end. Arriviamo a Trontano quando ancora tutti dormono, sole compreso... fa freddo e spira un leggero venticello gelido... come inizio non c'è male! Chicca scalpita, forse perchè non vede l'ora di cominciare a salire, o semplicemente perchè anche lei, nonostante la sua folta pelliccia, soffre il freddo. Percorriamo per un breve tratto le vie periferiche del paese fino a giungere all'imbocco della strada consortile che da accesso all'alpe Parpinasca. La neve di certo non manca, a occhio e croce supera già il metro e siamo solo all'inizio della salita. Guardiamo con un po' di invidia la vallata e i versanti opposti che già si godono il tepore dei primi raggi di sole, mentre noi non possiamo fare a meno di procedere tutti imbacuccati e a testa bassa lungo la strada calpestando neve crostosa e ghiacciata. Passiamo a lato di un'isolata baita, Chicca zompetta felice e beata, ma la traccia sconnessa e ghiacciata di tanto in tanto le crea qualche piccola difficoltà. Salendo non possiamo fare a meno di continuare a guardare con invidia la vallata ben illuminata e riscaldata dal sole, mentre noi... sempre all'ombra, ma d'altra parte eravamo preparati a tutto questo. Poco dopo però... ecco una luce farsi largo tra il fitto bosco di faggi, e nei pressi dell'alpe Faievo... siamo al sole!!! Ora si che si procede con tutt'altro spirito! Ad un bivio ci manteniamo a destra sempre seguendo la strada, ma ahimè... in questo tratto, forse proprio a causa dell'innalzamento delle temperature, la traccia, finora ghiacciata e perfettamente portante, comincia a trasformarsi e in alcuni punti si sprofonda quasi fino alle ginocchia. Procediamo molto più lentamente, cerco di calpestare più neve possibile per rendere agevole il passaggio a Chicca, e di tanto in tanto mi fermo per darle modo di riprendere fiato. Passiamo alti sopra un gruppetto di baite quasi completamente sommerse, poste in posizione panoramica sulla vallata, poi ancora pochi passi ed ecco la nostra meta materializzarsi di fronte a noi. Ora il sole è bello alto in cielo e ci riscalda a dovere, ed anche la traccia diventa decisamene più marcata ed agevole, attraversiamo splendide vallette dove neve e sole creano stupendi giochi di luce ed ombre, mentre il rifugio Parpinasca pian piano si avvicina. Le baite all'ingresso dell'alpe sono completamente sommerse, qui a occhio e croce la neve supera abbondantemente i due metri, poi ancora un breve traverso su neve poco portante e siamo arrivati (1210m). E qui inizia il bello... trovare un posticino dove potersi sedere al sole e al riparo del gelido venticello è un'impresa alquanto impossibile... le baite sono completamente sommerse e la neve talmente soffice e farinosa, che si sprofonda fin oltre le ginocchia. Gironzoliamo un po' qua e un po' là, ma... nulla da fare. Decidiamo così di riportarci in prossimità del rifugio e sistemarci alla bene meglio, ognuno come preferisce. Il panorama che si gode da quassù è davvero stupendo, ma il freddo intenso e il gelido venticello, ci costringono ad una sosta alquanto breve ed inusuale. Giusto il tempo di un panino e una foto ricordo e poi via che si riparte. Riattraversiamo i pendii dell'alpe Parpinasca stracarichi di neve, Chicca mi precede sicura e felice, ma la gran quantità di neve soffice e farinosa, le impedisce di correre e lanciarsi giù a rotta di collo come sua consuetudine. In breve siamo di nuovo sulla strada di servizio all'alpe dove ci soffermiamo un instante a riguardare il rifugio ormai lontano, attraversiamo una splendida valletta, e infine, giunti in prossimità dell'incrocio col sentiero estivo, decidiamo di abbandonare la strada per seguire una traccia decisamente più marcata che si inoltra nel bosco. Ed eccoci così in breve all'alpe Faievo dove ci soffermiamo qualche istante a riguardare l'ormai lontana Parpinasca sovrastata dal Tignolino, poi ancora un breve traverso nel bosco e siamo di nuovo sulla strada con di fronte a noi la Valle Vigezzo e sotto di noi l'Ossola. A questo punto non ci resta che seguire pari pari la strada fino ritornare a Trontano, dove a fianco di un'abitazione notiamo delle vere e proprie stalattiti di ghiaccio, poi ancora pochi passi e siamo al parcheggio, stanchi, nuovamente in balia del venticello gelido, ma comunque soddisfatti della giornata e degli splendidi panorami. |
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