Val d'Ossola
Alpe Pescia
Dall'uscita per la Valle Vigezzo, proseguire in direzione Masera fino al municipio, dove si svolta a destra su via Veriago e seguendo le indicazioni per Onzo-Pescia si arriva a Ranco, dove nei pressi dell'oratorio di S. Rocco è possibile posteggiare l'auto. (503m circa)

Circa due mesi fa, io e Dasy, eravamo qui nello stesso posto, sotto un cielo azzurro e circondati dai caldi colori autunnali, un vero e proprio spettacolo. Oggi la situazione è un po' diversa, il cielo è sempre azzurro, ma attorno a noi alberi spogli, paesaggi brulli e senza neve.. che strano, pensavo che dopo le nevicate dei giorni scorsi avremmo trovato tanta neve anche a quote così basse. Poco male, basta alzare lo sguardo per capire che è solo questione di 100 o 200m, poi la neve arriverà, e considerando che ci attendono quasi 1000m di dislivello, siamo più che certi che ne troveremo in abbondanza.
Oggi con me e Dasy ci sono gli amici Massimo, Saveria, Antonio, Claudio e Davide. Lasciate le auto nel piazzalino a fianco della chiesetta, iniziamo a salire lungo il sentiero che ci porta ad attraversare Ranco, piccolo e caratteristico borgo antico, poi dopo un breve tratto di bosco incrociamo la strada di servizio alle alpi superiori, Iniziamo a seguirla in direzione del lago di Onzo, per ora le ciaspole riposano attaccate allo zaino, ma è solo questione di poco tempo. In breve siamo alla diga del lago, che scopriamo essere solo parzialmente ghiacciato, dove, nelle sua acque calme e limpide, vi si rispecchia l'ambiente circostante. Proseguiamo sempre seguendo la strada, l'asfalto pian piano comincia a cedere il posto alla neve, e dopo aver attraversato Avonso, eccoci fermi ad indossare le ciaspole... finalmente!
Da qui in poi proseguiamo seguendo fedelmente la strada, lunga, che guadagna quota dolcemente, ma che ci permette di salire con passo tranquillo e di scambiare quattro piacevoli chiacchiere. Superiamo la cappella di S. Antonio, poi su, tornante dopo tornante, la neve diventa sempre più alta, l'ambiente sempre più magico, manca solo il sole, che per ora è ancora nascosto dietro i versanti delle montagne, ma nei pressi della Curt dul Magnan, eccolo spuntar fuori all'improvviso, alto in cielo, pronto a riscaldarci... una vera libidine.
E' il momento di fare una sosta per togliersi qualche indumento di troppo, poi via di nuovo sempre percorrendo la strada fino all'alpe Fobello, dove decidiamo di abbandonarla, per seguire una traccia che taglia in due i pratoni dell'alpe. Salendo appare sotto di noi tutta l'Ossola, un vero e proprio spettacolo che ci lascia letteralmente a bocca aperta. Poco più sopra riprendiamo nuovamente la strada, la seguiamo per un tratto, poi via di nuovo nel bosco fino a giungere all'alpe Mulera, posto davvero incantevole.
Continuiamo a seguire una traccia di motoslitta che sale i ripidi pendii, la fatica nelle gambe comincia a farsi sentire, il fiato si accorcia, le chiacchiere si smorzano, ma ormai si comincia a sentire il profumo dell'alpe Pescia. Ripresa nuovamente strada, dopo un paio di tornanti siamo a Lavonchio Sotto, praticamente alle porte dell'alpe Pescia, dove, guardando la neve depositata sopra il tettuccio di una bacheca, ci accorgiamo che supera abbondantemente il metro. Ora ci attende un ultimo tratto di strada immersi in uno splendido bosco, poi finalmente ecco le prime baite dell'alpe, tutte imbiancate, immerse in un ambiente da favola che ci lascia completamente senza parole (1432m). Attraversiamo tutta l'alpe, passiamo a lato della Chiesetta dedicata alla Madonna delle Nevi, e ci dirigiamo verso un nucleo di baite dove, liberata una staccionata di recinzione, possiamo finalmente sederci e dar fondo alle nostre libagioni.
Dopo circa una mezz'oretta, il sole comincia a farsi pallido, la temperatura si abbassa, ma per fortuna il proprietario di una baita del posto viene in nostro soccorso invitandoci a prendere un caffè da lui, comodamente seduti davanti al fuoco di un camino. Un'ottima occasione anche per conoscere gente del posto, scambiare quattro e più piacevoli chiacchiere e opinioni, e perchè no... assaggiare anche dell'ottima grappa aromatizzata :-).
Purtroppo il tempo passa veloce, e con grande dispiacere, giunge per noi il momento di rimetterci in cammino verso valle. Salutiamo e ringraziamo il nostro nuovo amico, ricalziamo le ciaspole e via che iniziamo a scendere. Oggi Dasy è particolarmente felice ed euforica, corre e salta nella neve fresca in alcuni punti più alta di lei, è un vero spasso stare ad osservarla. Ma anche noi non siamo certo da meno, e così, attraversati i prati di Pescia, cominciamo a tuffarci a capofitto giù per il bosco, dove di tanto in tanto qualcuno finisce col sedere a terra, e qualcun'altro invece si diverte a scuotere i rami degli abeti stracarichi di neve imbiancando tutti quelli che in quel momento passavano lì sotto. Insomma... ce n'è per tutti, e il divertimento è assicurato.
Superata l'alpe Mulera continuiamo a scendere liberamente nel bosco tenendo costantemente sotto controllo la traccia GPS per non rischiare di finire completamente fuori strada... a volte i pendii sono dolci, altre volte sono ripidi, quasi verticali, ma la neve soffice a abbondante ci permette di scendere con tanto divertimento, ma anche con tanta fatica... diciamolo pure. Una volta ricongiunti con la strada, decidiamo di seguirla per un tratto in modo da riprendere fiato e riposare un po' le gambe, ma nel frattempo, la neve comincia a scarseggiare e il bosco si infittisce, quindi.. basta tagli. Ripassiamo per la cappella di S. Antonio e in breve siamo al lago di Onzo, dove ci fermiamo a togliere le ciaspole, poi sempre seguendo la strada facciamo ritorno a Ranco e al parcheggio dove abbiamo lasciato le auto ad attenderci.
Stanchi e ultra soddisfatti, non ci resta che rimetterci in viaggio verso casa... stupenda giornata!



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
3 ore circa
5 ore circa
16 km

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