Val d'Ossola
Cima Moncucco
Si sale in auto in direzione Domobianca, rinomata località sciistica della val d'Ossola, fino a giungere all'ampio parcheggio dell'Alpe Lusentino.

Giunti al Lusentino, il parcheggio superiore è già stracolmo di auto, e così i parcheggiatori ci costringono a scendere in quello inferiore, dove una volta arrivati, notiamo che la strada per Foppiano è innevata, ma percorribile, e così, senza stare a pensarci troppo, iniziamo a percorrerla fino ad arrivare al piazzale del Ristorante La Roccia (1139m). Bene... ci siamo guadagnati qualche metro di dislivello, ma soprattutto, possiamo svolgere i preparativi in totale tranquillità. Indossate le ciaspole iniziamo a salire seguendo la strada completamente innevata, il cielo è grigio, ma un timido sole sembra farsi largo tra le nuvole... speriamo bene. In breve siamo all'Oratorio di S. Bernardo, poi, sempre seguendo la strada, arriviamo ad incrociare la pista da sci. Con molta attenzione, la attraversiamo portandoci sul lato opposto, proseguiamo all'interno del bosco in totale sicurezza, passiamo sotto la seggiovia ed in breve siamo a Foppiano. Da qui seguiamo una traccia battuta da scialpinisti che sembra rimanere a sinistra delle piste e dirigersi verso il bosco, passiamo alti sopra alcune baite di Foppiano, e giunti all'altezza di un pilone della seggiovia, abbandoniamo le piste per inoltrarci nel bosco. Il tracciato è tutto segnato, oltre che dall'evidente traccia, anche da una serie di rettangoli gialli affissi sugli alberi, diciamo che è quasi impossibile sbagliare., ma le pendenze all'interno del bosco sono notevoli, e ci costringono di tanto in tanto a fermarci per riprendere fiato. Notiamo sotto di noi alcuni scialpinisti che arrancano anche loro lungo questi ripidi pendii, affrontiamo in seguito un facile traverso fuori dal bosco che ci offre la possibilità di gustarci un bel panorama sull'Ossola ed eccoci all'Alpe Torcelli. Seguiamo ora per un brevissimo tratto il bordo pista, poi di nuovo nel bosco fino ad incrociare la strada che conduce a Casaravera. Qui finalmente le pendenze si addolciscono, dopo tanta fatica sembra quasi di volare e in breve eccoci a Casaravera col suo laghetto completamente sommerso dalla neve, e da dove possiamo vedere la nostra meta alquanto vicina. In realtà ci accorgeremo poi di quanto la prospettiva a volte possa trarre in inganno l'occhio. Ci manteniamo a sinistra del laghetto, passiamo attraverso le baite di Casaravera dove ci soffermiamo qualche istante a gustarci il panorama sull'Ossola, percorriamo un tratto a bordo pista, e infine riprendiamo a salire seguendo la dorsale in direzione dei riflettori. Il sole sembra pian piano avere la meglio sulle nuvole, ma in questo momento abbiamo altro a cui pensare. Siamo di nuovo alle prese con pendenze spacca gambe e fiato, che Antonio affronta con decisione, tant'è che giunti in prossimità di un falsopiano, mette il turbo e sembra quasi non volersi più fermare fino alla vetta. D'un tratto, ecco far capolino dietro la dorsale con gli impianti di risalita, Weissmies, Lagginhorn e Fletschorn, poi ancora uno strappo (e che strappo) ed eccoci in prossimità dei riflettori. Qui una sosta è d'obbligo, sia per contemplare il panorama sulla vallata, ma soprattutto per riprendere fiato. La meta ormai è davvero molto vicina, ma se fin qui è stata dura, il tratto finale che ci attende lo sarà ancor di più. Le ciaspole quasi faticano a tenere a causa della forte pendenza, cerchiamo di salire zigzagando un po' e fermandoci di tanto in tanto per tirare il fiato, anche Chicca è in affanno, ma passo dopo passo eccoci sul tratto di cresta terminale che ci porterà dritti in vetta (1896m). E qui le fatiche vengono presto dimenticate, lo spettacolo che si compone ai nostri occhi ci lascia senza parole, alle nostre spalle il Trittico del Sempione, poi il Monte Rosa, l'ormai arcinoto Leone, a picco sotto di noi la Valle Antrona con Montescheno e... guarda guarda che si vede?! Con una bella zoomata individuiamo pure Borgata Trontana e la casa dell'amico Valter :-) Bene... a questo punto, dopo tanta fatica, è giusto godersi il meritato riposo. Successivamente giungono in vetta alcuni scialpinisti con cui scambiamo quattro piacevoli chiacchiere... nel frattempo il sole, che ha avuto la meglio sulle nuvole, ora riscalda e illumina a dovere tutta l'Ossola. Chicca invece continua ad annusare l'aria e a guardare gli scoscesi pendii che piombano giù verso Montescheno... chissà cosa vede o sente?!
Dopo una lunga permanenza in vetta, scattiamo una foto ricordo e cominciamo la discesa. Se salire è stato faticoso, scendere... beh, sicuramente lo è stato di meno, ma i ripidi pendii con neve ora trasformata, non ci hanno certo negato il piacere di qualche bella scivolata :-) Superato il tratto più ripido, scendiamo ora decisi e sicuri illuminati e riscaldati dal sole in direzione di Casaravera; la neve nella parte più bassa tiene a meraviglia e in breve siamo alle baite superiori dell'alpe e successivamente al laghetto. Qui Chicca ci chiede una sosta, e così approfittiamo per riprendere fiato tutti quanti, poi via di nuovo lungo i ripidi pendii in mezzo al bosco fino a giungere a Foppiano. Non ci resta che riattraversare le piste da sci e riprendere la strada in mezzo al bosco che ci riporterà in men che non si dica all'auto. Strada facendo decidiamo di passare a salutare l'amico Valter, che ci accoglie con un pezzo di formaggio in mano, chissà che intenzioni avrà?! :-) E dopo un buon caffè in compagnia anche degli amici Mario e Mario, ci rimettiamo in viaggio verso casa, stanchi, sazi, e....soddisfatti!


Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
2 ore e 15 minuti circa
3 ore e 30 minuti circa
8 km

Torna alla Home Page