Val d'Ossola
Alpe Parpinasca
Da Domodossola, seguire le indicazioni per Trontano. Giunti nella piazzetta del paese, imboccare la strada a lato del municipio fino a giungere ad un ampio parcheggio dove ha inizio il "sentiero natura". (550m)

Da diversi anni ormai sento parlare dell'Alpe Parpinasca e del suo omonimo rifugio, teatro di numerose polemiche per via di una ristrutturazione costata fior di soldoni, e di un mega ritardo nella sua riapertura, ma nè io nè Chicca vi eravamo mai saliti. E così, cartina alla mano e zaino in spalla, decidiamo di provare ad avventurarci lungo questi sconosciuti pendii e di andare a ficcarci il naso per vedere come realmente è questo posto. Giunti al parcheggio ci soffermiamo qualche istante per leggere uno dei numerosi cartelloni che il Parco Nazionale Val Grande ha posizionato lungo tutto il percorso di salita, dove vengono illustrati con immagini e testi, la vita e gli animali che popolano la zona. Euforici per via dei numerosi colori che ci circondano, iniziamo la nostra escursione seguendo per un breve tratto la strada asfaltata fino ad incontrare chiare indicazioni per la nostra meta. Svoltiamo quindi a sinistra, ci avventuriamo lungo gli stretti vicoli di Trontano dove troviamo un affresco ancora in buone condizioni, e infine, eccoci all'imbocco del sentiero vero e proprio. Alle nostre spalle il campanile della Chiesa di Trontano, che col suono delle sue campane ci ha rallegrato e accompagnato fin qui. Bene... cominciamo a salire. In un primo tempo il sentiero si inerpica tra boschi di castagni e faggi, poi più avanti solo faggi in veste autunnale che di tanto in tanto si diradano consentendoci di posare lo sguardo sulle cime che ci circondano. In breve giungiamo in prossimità di un piccolo gruppetto di baite... il sentiero qui incrocia per la prima volta la strada consortile di servizio agli alpeggi di Faievo e Parpinasca. Ci soffermiamo qualche istante ad ammirare il panorama sulla sottostante valle e su quella di Vigezzo, poi via di nuovo sempre seguendo il sentiero. L'ambiente attorno è alquanto spettacolare tant'è che frequenti sono le soste per contemplarlo e fotografarlo, mentre Chicca, sprovvista di macchina fotografica, ne approfitta per riposarsi un po'. In alcuni punti bisogna fare un po' di attenzione... il sentiero, pur essendo tutto segnato, tende a scomparire sotto il fogliame... come al solito mancano i segni di vernice sugli alberi, molto utili nelle stagioni autunnali e invernali quando foglie e neve ricoprono il terreno. Camminando nel bosco incontriamo faggi alquanto contorti, superiamo un altro agglomerato di baite, e finalmente ecco il sole filtrare tra i rami degli alberi creando un'atmosfera calda, colorata ed accogliente. Siamo ormai vicini all'alpe Faievo, dove troviamo un esemplare di faggio secolare, poi una luce sembra indicarci l'uscita... la seguiamo, ed eccoci all'alpe Faievo col Pizzo Tignolino sullo sfondo, mentre sul versante opposto la Cima della Sella. Proseguiamo ancora immersi in uno splendido e colorato bosco, incontriamo altre baite in posizione panoramica sulla valle Vigezzo, e infine, dopo aver affrontato un tratto di sentiero sconnesso, umido e scivoloso, eccoci all'ingresso dell'alpe Parpinasca. E finalmente siamo all'aperto... lo spettacolo che si apre ai nostri occhi è notevole e ci lascia senza parole. Persino Chicca nel guardarlo rimane estasiata e a bocca aperta :-). Poco più avanti ecco il tanto discusso Rifugio Parpinasca, (1210m) perfettamente funzionante e gestito da Aurora e Giorgio. Saliamo ancora un poco fino a portarci in posizione panoramica sul rifugio e sulla vallata, e qui posiamo lo zaino ed effettuiamo la sosta pranzo. Nonostante il cielo azzurro e il sole bello caldo, noi siamo ancora al freddo e all'ombra, un po' perchè in questa valle il sole al mattino tarda a farsi vedere, un po' perchè, nonostante il cielo limpido, tutte le cime che ci circondano indossano un cappello di nuvole, ma... pochi minuti ed ecco il sole levarsi da dietro il Tignolino, e... ora sì che si sta davvero bene. L'ambiente attorno a noi si illumina e si riscalda, il silenzio di queste montagne è rotto solo da qualche verso di animale e dal vociferare di alcuni escursionisti fermi all'esterno del rifugio, per il resto.... tutto davvero stupendo. Ci accomodiamo sopra un grosso masso dove consumiamo il nostro pranzo e dove rimaniamo un po' a rilassarci e a contemplare le meraviglie della natura che ancora una volta i nostri occhi ci permettono di vedere, e che anche Chicca sembra alquanto apprezzare. Il tempo passa, e come di solito avviene, giunge il momento di rimettersi in cammino, non prima però di aver scattato una foto ricordo. In previsione di una visita a questo luogo nella prossima stagione inverale e con tanta neve (almeno speriamo), per la discesa decidiamo di seguire pari pari la strada sterrata di servizio all'alpe, in modo da studiarne il percorso e memorizzare eventuali deviazioni. La strada compie un giro leggermente più lungo rispetto al sentiero che sale più diretto e ripido, ma non importa... abbiamo tempo, e l'ambiente che ci circonda coi suoi mille colori autunnali, invoglia a intrattenersi il più a lungo possibile. Prima di rituffarci nel fitto bosco, riguardiamo ancora una volta con soddisfazione l'alpe e il rifugio Parpinasca, poi, sempre seguendo la strada che scende con ampi tornanti tagliando in due stupendi boschi di faggi colorati, facciamo ritorno all'alpe Faievo, dove ci soffermiamo qualche istante a riguardare il Tignolino con le fronde dei faggi che gli fanno da cornice. Ancora un tratto di strada e siamo già in vista di Trontano, con la sua bella chiesetta... un ultimo sguardo alla val Vigezzo ora ben illuminata dal sole, e siamo alla macchina, pronti per far ritorno a casa, ma già proiettati col pensiero alla prossima domenica che saremo.... chi lo sa!? :-)


Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
1 ora e 45 minuti circa
3 ore e 30 minuti circa
10 km

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