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Val d'Ossola
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Eyehorn e Massone
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Dal centro di Ornavasso, seguire le indicazioni per il Santuario del Boden. Poco prima di giungere al Santuario, ad un bivio, svoltare a destra seguendo le indicazioni Rifugio Cai Gravellona. Salire fino al termine della strada in località Cortevecchio (1535m)
NB: pur essendo quasi interamente asfaltata, la strada è molto ripida, stretta e gli ultimi 4/5 km sono molto sconnessi. Si consiglia di salire solo con mezzi fuoristrada. Parcheggiata l'auto in uno spiazzo poco prima di Cortevecchio, subito notiamo un'incongruenza con le previsioni meteo che per oggi promettevano sole pieno senza nemmeno una nuvola! Sole? Senza nemmeno una nuvola? C'è qualcosa che non quadra! <<Mario... hai mica visto il sole per caso?>> Ma l'amico Mario (www.magat.it) si limita ad allargare le braccia e a non commentare! Allora provo a chiedere a Chicca, ma anche lei... no comment! Vabbè... ho capito... sarà la solita corrente d'aria che d'improvviso ha cambiato rotta e anzichè spazzar via le nuvole le ha portate. O forse... sono solo nuvole mattutine che presto si dissolveranno. Ma si dai... è così... certo che è così... non possono aver sbagliato così clamorosamente le previsioni! Fiduciosi (si fa per dire!!!) ci incamminiamo verso Cortevecchio che raggiungiamo in pochi minuti, l'attraversiamo, e in breve siamo al Rifugio Cai di Gravellona dove ci soffermiamo qualche istante a riguardare l'alpe lasciata alle nostre spalle. Il sentiero prende il via proprio a fianco del rifugio, snodandosi inizialmente all'interno di uno splendido bosco di faggi, dove non possiamo fare a meno di notare che l'autunno è alle porte. In breve raggiungiamo una piccola area attrezzata con tanto di panca, tavolo e fontanella. Ci soffermiamo a leggere la leggenda di S. Giulio, e... ecco la sorgente citata e l'impronta dello zoccolo. Proseguiamo, e poco dopo siamo fuori dal bosco. Le nuvole sembrano davvero diradarsi lasciando intravedere la cima dell'Eyehorn, e così procediamo spediti e ancor più fiduciosi di prima. La salita si fa ripida così di tanto in tanto ci soffermiamo per far riposare Chicca, e non solo lei... poi d'improvviso veniamo avvolti dalla nebbia e tutto scompare di nuovo! Chicca sembra un po' preoccupata, ma... niente paura.. il sentiero è ben visibile e marcato, e in breve eccoci alla Bocchetta (1904m). A questo punto ci troviamo di fronte ad un bivio, ma i cartelli segnavia ci indicano la giusta direzione da tenere. Ci manteniamo a destra seguendo il sentiero per il Massone, poi giunti al bivio per l'Eyehorn ci soffermiamo qualche istante a riflettere sul da farsi. D'improvviso uno squarcio tra le nuvole lascia intravedere un timido cielo azzurro dietro la vetta dell'Eyehorn, e così... via che si parte. Il sentiero sale ripido tra prati e grosse pietre, ma l'entusiasmo è talmente alto che in breve, e senza neppure accorgercene, siamo in vista della croce di vetta. Un ultimo traverso e... rimaniamo senza parole. Chi l'avrebbe mai detto che da questa modesta cima coi suoi 2131m di altitudine avremmo potuto godere di uno spettacolo simile?! Verrebbe voglia di fermarsi qui, ma... il Massone ci attende, anche se da questa angolazione non riusciamo ancora a vederlo in quanto nascosto da due alture che dovremo raggirare. Scattiamo una foto di vetta e ripartiamo. Appena sotto la cima veniamo nuovamente avvolti dalle nuvole, percorriamo un bellissimo e probabilmente panoramicissimo tratto di cresta dove sono ancora presenti resti di trincee della Linea Cadorna, e poi, come d'incanto, ecco la nostra meta sbucar fuori dalle nuvole, ora più vicina che mai. Ancora un piccolo sforzo e siamo in vetta (2161m). Anche da qui la vista è davvero spettacolare. Da un lato la val d'Ossola, dall'altro tante nuvole che avvolgono le numerose cime, mentre in lontananza individuiamo l'Alpubel e i Mischabel, il Trittico del Sempione, il Bietschon che viene spesso confuso con il Finsteraarhorn, e infine il Monte Leone. La festa purtroppo dura poco e in breve ci ritroviamo nuovamente avvolti dalle nuvole. A questo punto non ci resta che metterci comodi a consumare il nostro pranzo nella speranza di una nuova e magari più ampia schiarita, ma... nulla da fare. Scattiamo così una foto di vetta e decidiamo di rimetterci in cammino verso valle. Durante la discesa Chicca si mostra alquanto interessata ad osservare ed esplorare i resti di trincee. Seguiamo per un tratto il sentiero di salita... di tanto in tanto le nuvole si diradano lasciando filtrare un po' di sole e cielo azzurro, individuiamo altre trincee, poi, giunti ad un bivio, ci manteniamo a destra iniziando la vera e propria discesa. Pochi passi e siamo di nuovo in mezzo alle nuvole. Il sentiero scende ripido e sconnesso fino a riportarci alla Bocchetta, dove Chicca approfitta per una breve sosta, poi ancora un tratto di sentiero ripido e sconnesso, e finalmente siamo fuori dalle nuvole. Ora sotto di noi già si intravede Cortevecchio, ma abbiamo ancora un po' di strada da fare prima di giungervi. Continuiamo a scendere seguendo il sentiero che si snoda tra prati ancora verdi, ripassiamo per la fontana di S. Giulio, ripercorriamo il bel tratto tra boschi di faggi e infine... rieccoci a Cortevecchio. Ora non ci resta che risalire in auto e far ritorno a casa soddisfatti della giornata e dei panorami che, nonostante le nuvole, siamo riusciti a goderci. |
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