Val d'Ossola
Colmine di Crevola
Percorrere la superstrada del Sempione fino a Crevoladossola, indi uscire e proseguire seguendo la vecchia statale per la Val Formazza in direzione Oira. 500m circa prima del paese, sulla sinistra, si incontrano chiare indicazioni per Pinone e La Valletta. Proseguire fino a giungere a La Valletta dove, in prossimità della palestra di arrampicata, è possibile lasciare l'auto. (750m circa)

Dopo una serie di peripezie, inversioni a U, gira di qua, gira di là (vatti a fidare dei navigatori satellitari) lungo la statale che da Crevoladossola conduce in valle Divedro, finalmente, grazie ad un simpatico vecchietto munito di Apecar che gentilmente si è fermato e ci ha fornito dettagliate indicazioni, riusciamo a raggiungere Scezza e La Valletta dove termina la strada comunale per lasciare il posto a quella consortile.
C'è nebbia fitta, non si vede una cicca, ma mi sento fiducioso (Massimo un po' meno, ma... con il mio ottimismo riesco in qualche modo a contagiarlo). Iniziamo a salire seguendo per un breve tratto la strada consortile per poi imboccare il sentiero che si innalza ripido lungo i versanti boschivi molto umidi e resi suggestivi della nebbia fitta. L'autunno finalmente è arrivato e i boschi di queste zone ricchi di larici, betulle, abeti e qualche faggio, ci abbracciano con un'infinità di colori facendoci quasi dimenticare la fatica. Il sentiero incrocia più volte la strada asfaltata, passiamo per un alpeggio senza nome, poi ancora su un po' per sentiero, un po' per strada, fino ad arrivare ai ruderi dell'alpe Gorta.
Da qui in poi proseguiamo sempre e solo seguendo il sentiero, tutto rigorosamente segnato e ben visibile, che ci conduce ad una seconda alpe Gorta, il che ci sembra un po' strano, ma... sulle cartine in nostro possesso non sono riportate quindi... ci fidiamo dei cartelli. L'ambiente è stupendo, all'alpe sorgono due baite che oserei definire più ville camuffate da baita, sono davvero spettacolari, contornate da distese di prati ormai ingialliti dall'arrivo dell'autunno. Estasiati da tanta bellezza (peccato solo la nebbia nasconda il panorama), a fatica riprendiamo il nostro cammino e in breve siamo a La Prasca, altro stupendo alpeggio... uno più bello dell'altro.
Da qui proseguiamo per un breve tratto quasi in piano a strapiombo sulla valle (o almeno questo è ciò che intuiamo, visto che non si vede nulla) rigorosamente protetto con delle staccionate, e poi su per un canalone, ripido, da togliere il fiato, ma molto bello e suggestivo. Al termine del canalone troviamo una palina con dei cartelli segnavie, ci rituffiamo in uno splendido bosco di abeti per poi sbucare nei prati superiori della Colmine di Crevola (1702m).
Siamo io, Massimo, e la palina che ci conferma di essere arrivati, ma intorno a noi tutto bianco, non si vede nulla. La domanda sorge spontanea: da che parte andiamo? Nella fitta nebbia sembra di intravedere la sagoma di una baita, decidiamo di andare in quella direzione e... sorpresa: la baita è il nuovo bivacco degli alpini inaugurato nel luglio 2009. Visto il tempo, l'umidità e l'assoluta mancanza di visibilità, decidiamo di entrare e fare una sosta qui in attesa di un ipotetico miglioramento.
L'interno del bivacco è molto accogliente, c'è la cucina con un bel tavolone dove poter mangiare, una dispensa ben fornita, 6 posti letto, luce elettrica prodotta da pannelli solari, addirittura una radio e una presa accendisigari per poter ricaricare i cellulari. Spettacolare davvero... è raro trovare bivacchi così in ordine e accoglienti in Italia. Beh.. a questo punto, visto il freddo e l'umidità, decidiamo di usufruire del bivacco, accendiamo la stufa a legna, ci cambiamo e consumiamo il nostro pranzetto in attesa della tanto sospirata schiarita. E dopo un ottimo caffè, Massimo guarda fuori e urla.. le montagne, si vedono le montagne! :-)
E' vero.. incredibile... la nebbie sembrano pian piano diradarsi e si cominciano ad intravedere le montagne... spettacolo! Armati di macchine fotografiche usciamo dal bivacco e cominciamo a gironzolare un po' qua e un po' la per i prati della Colmine, sotto di noi un mare di nuvole che quasi invoglia ad un tuffo nel vuoto, sopra le nostre teste tante nuvole, ma in mezzo una spaccatura tra i due strati ci permette di ammirare tutte le cime della val Divedro e Bognanco, Antigorio, Formazza, Devero e Vigezzo. Purtroppo queste aperture di cielo sono solo temporanee, quindi bisogna approfittare dei vari momenti per guardare a volte verso la valle Divedro, altre volte verso l'Ossola e così via, ma per quel che ci riguarda, siamo più che soddisfatti. Ora ci vorrebbe una bella schiarita in valle, ma purtroppo per oggi non se ne parla, dovremo tornarci un'altra volta sperando di trovare una giornata limpida e tersa.
Il tempo passa, la situazione nebbia non cambia, e così, riordiniamo e chiudiamo il bivacco e ci rimettiamo in cammino verso valle. Scendiamo seguendo pari pari il percorso di salita, le nebbie si sono leggermente alzate, o abbassate, e così riusciamo a scorgere qualche dettaglio in più degli splendidi alpeggi che sorgono in questa zona, contornati dai mille colori dell'autunno, poi, cammina cammina, eccoci di ritorno a Scezza dove abbiamo lasciato l'auto.
Bella gita, bei colori, bell'ambiente, belle cime... l'unica cosa che non possiamo dire, bei panorami, perchè non li abbiamo proprio visti, sarà per la prossima volta, comunque sia... grande soddisfazione!



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
2 ore circa
3 ore e 30 minuti circa
10 km

Torna alla Home Page