Valle Strona
Monte Cerano, Poggio Croce
Arrivare a Omegna e seguire le indicazioni per la valle Strona. Poco dopo l'ingresso in valle, sulla destra si trovano chiare indicazioni per l'alpe Quaggione. Arrivare fino all'alpe dove la strada finisce. (1177m).

Ci siamo... dopo un week-end di stop forzato causa maltempo, si riprende con un'escursione oserei dire alquanto panoramica e in una giornata, meteorologicamente parlando, discreta. Arrivati a Quaggione andiamo a posteggiare l'auto nei pressi della chiesetta, poi scarponi ai piedi e zaino in spalla, iniziamo a salire seguendo la strada asfaltata fino a giungere ad un piazzale dove ha inizio il nostro sentiero.
Puntiamo dritti verso la vetta del Monte Zuccaro, ma a metà circa del pendio, ci manteniamo a destra seguendo un sentiero che correndo a metà costa ci permette di raggirare la cima senza salirla per forza. Dasy mi precede sicura ed euforica... sono proprio curioso di vedere come se la caverà sui ripidi pendii del Monte Cerano. Dopo un tratto di bosco perveniamo ad una sorta di bocchetta dove troviamo una palina segnavie, seguiamo per un breve tratto la linea di cresta, poi ancora bosco ed infine, eccoci ad una seconda bocchetta dove non possiamo fare a meno di soffermarci a guardare il panorama sulla vallata, che nonostante la foschia è decisamente mozzafiato.
Ora inizia il bello. Il sentiero è lì di fronte a noi, che risalire i ripidi, ma proprio ripidi, pendii del Cerano. Iniziamo ad incamminarci, Dasy procede spedita e sicura, come si vede che è ancora cucciola, io cerco di impostare un ritmo lento e costante, ma la salita in alcuni punti è davvero ripida e di tanto in tanto è necessario fermarsi per tirare il fiato. Dopo un primo strappo ecco finalmente un breve tratto in falsopiano, dove muscoli e polmoni riescono a rilassarsi un pochino, poi su di nuovo, sempre più in alto e sempre più ripido, fino a giungere ad una bocchetta dove troviamo un'altra palina sagnavie, ma dove soprattutto rimaniamo estasiati di fronte alla spettacolare veduta sul Verbano e sul lago d'Orta. Non è la prima volta che faccio questo percorso e risalgo queste cime, ma ogni volta è sempre un'emozione nuova ed unica.
Dopo una breve pausa riprendiamo a salire, ora con pendenze più ragionevoli. La nostra prima meta è già ben visibile di fronte a noi, ma c'è ancora un po' di strada da fare. Percorriamo uno stupendo tratto di cresta, tranquillo, ampio, dove non ci sono pericoli, gustandoci al meglio il panorama sulla valle e sulle cime che ci circondano, poi passo dopo passo eccoci in vetta del Monte Cerano (1702m).
Ora possiamo rilassarci, il più è fatto. Da quassù la vista sul Verbano e sul lago Maggiore (oggi visibile solo parzialmente) è davvero notevole, ma anche sul Cusio e sul lago d'Orta non è certo da meno. In lontananza spuntano anche il Monte Rosa, il Leone, le cime di Veglia e di Devero, poi quelle della val Grande e così via...
Dopo aver scattato la rituale foto di vetta, riprendiamo il nostro cammino verso la seconda meta della giornata, il Poggio Croce. Le due cime sono unite da una splendida cresta molto ampia, panoramica e per buona parte pianeggiante. Dopo circa un quarto d'ora siamo ai piedi della nostra meta, ancora un po' di fatica., risaliamo l'ultimo pendio e siamo in cima (1765m). Ora possiamo rilassarci, rifocillarci e gustarci tutto quel che la giornata e la natura ci offre. Nonostante sia novembre inoltrato, fa ancora caldino, tant'è che Dasy sfrutta alcune chiazze di neve per sdraiarvici sopra e godersi un po' di frescura.
Dopo una lunga sosta, riprendiamo il nostro cammino continuando a seguire la linea di cresta, questa volta in discesa e in direzione della Bocchetta di Bagnone. Il sentiero scende ripido, ma agevole.. poco dopo incontriamo un numeroso gruppo di caprette che da lontano ci osservano passare, e in breve siamo alla Bocchetta di Bagnone. Qui il sentiero si divide... noi seguiamo le indicazioni per l'alpe Morello, ci infiliamo così in un bel bosco di faggi dove il sentiero non sempre è visibile, ma basta seguire i numerosi segni di vernice sugli alberi per non perdersi. In men che non si dica siamo all'alpe Bagnone, o per meglio dire, quel che ne resta... un cumulo di macerie.
Da qui il sentiero risale di qualche metro in direzione di due roccioni che con un po' di fantasia possono essere paragonati a due grossi molari, poi con un bel sentiero panoramico a mezza costa, a volte un po' invaso dalla vegetazione, perveniamo all'alpe Morello, dove una fontana ci consente di dissetarci. A questo punto non ci resta che scendere fino a guadagnare la strada asfaltata per poi percorrerla solo per qualche metro fino ad una sorta di ruscelletto dove ha inizio il sentiero che ci riporterà all'alpe Quaggione.
Anche questo tratto è un po' invaso da erbacce, e in due punti letteralmente ostruito da alberi abbattuti forse dalle abbondanti nevicate dello scorso inverno, oppure da qualche forte raffica di vento, ma niente paura... passo dopo passo ci ricongiungiamo col sentiero dell'andata ai piedi del Monte Zuccaro. Non ci resta che ricalpestare le nostre orme fino a tornare alla chiesetta dell'alpe Quaggione dove abbiamo lasciato l'auto.
Bella giornata, bei colori, caldo, forse anche troppo per la stagione, ma comunque sia... grande soddisfazione!



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
1 ora e 15 minuti + 30 minuti circa
4 ore circa
10 km

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