Raggiungere la val Cavargna o da Porlezza o da Menaggio, indi risalirla passando per i paesi San Bartolomeo e San Nazzaro, dove si incontrano le indicazioni per il Rifugio Croce di Campo. L'ultimo tratto di strada, seppure asfaltato, in alcuni punti è un po' sconnesso, ma comunque percorribile con qualsiasi mezzo. Si parcheggia a quota 1290m circa, in prossimità di 5 baite caratteristiche in legno con tetto spiovente (da questo punto in poi la strada diventa transitabile solo dai mezzi autorizzati)
Visto il maltempo previsto al nord delle alpi, ci troviamo costretti a ricorrere al piano B, ossia... stare al sud, più precisamente nel sottoceneri, dove la meteo dovrebbe essere migliore. Il Pizzo di Gino è una montagna di cui ne abbiam sentito parlare diverse volte, avevamo avuto modo di ammirare la sua sagoma durante la salita al Sasso Grande, e così oggi abbiamo deciso di provare a salirci, anche se, leggendo le varie relazioni pubblicate in rete, rimaniamo in dubbio se i nostri due amici pelosoni riusciranno ad arrivare in vetta o meno, per via di un passaggino che tutti descrivono esposto e da fare usando anche le mani. Vabbè.. poco male, guardando la cartina notiamo che nelle vicinanze del pizzo c'è la cima Pianchette, questa è sicuramente alla portata di tutti, mal che vada dirotteremo lì.
Ma non avevamo fatto i conti con un altro grosso ostacolo... il vento. Giunti sul luogo di partenza, subito veniamo accolti a braccia aperte da gelide e fortissime raffiche... sarà che sono i primi freddi, ma dopo un'accoglienza del genere, eravamo quasi sul punto di mollare e ritornarcene a casa. Fortuna non siamo certo due sprovveduti, e così, dopo aver indossato gli indumenti adeguati alla situazione, iniziamo ad incamminarci seguendo la strada che per un tratto rimane ancora asfaltata, per poi diventare piuttosto sconnessa e sterrata. Le raffiche continuano imperterrite senza darci mai tregua, in più, per la maggior parte del percorso, siamo proprio contro vento, quindi fatica doppia per non dire tripla. Gioy e Dasy invece sembrano infastiditi solo leggermente, forse perchè sono talmente entusiasti di essere in montagna che se anche gli cascasse il mondo addosso non se ne accorgerebbero, o forse perchè la loro folta pelliccia è un'ottima protezione. Continuiamo imperterriti a testa bassa, il rifugio Croce di Campo è già ben visibile sopra le nostre teste, ancor lontano... sopra di lui la cima Pianchette, più a sinistra il Pizzo di Gino.
Saliamo seguendo fedelmente la strada, tranne in un tratto che tagliamo un paio di tornanti per far prima e cercare di ripararci un po' dal vento che ci affligge, poi, giunti al bivio per il rifugio, ci manteniamo a sinistra in direzione dell'alpe Piazza Vacchera, che già intravediamo. Il vento non vuol proprio mollare, in alcuni tratti è talmente forte che ci toglie il respiro, e così, giunti all'alpe, decidiamo di considerare terminata qui la nostra escursione, a quota 1774m. Gironzoliamo tra le stalle e le baite che costituiscono l'alpe, un luogo mantenuto davvero bene, pulito ed accogliente. Tra i muri delle baite il vento riesce a filtrare solo leggermente, e cosi, nei pressi dell'ingresso di una di esse, ci accomodiamo per consumare il nostro pranzetto. Al sole e senza l'assenza di vento si sta davvero bene, e così sostiamo almeno per un'oretta riposandoci, guardandoci attorno e programmando eventuali prossime uscite in questa valle a noi totalmente sconosciuta.
Giunta l'ora di rimetterci in marcia, decidiamo, visto anche la sua vicinanza, di recarci al rifugio Croce di Campo, che dopo un traverso di circa mezz'oretta, raggiungiamo. Ci soffermiamo giusto il tempo di consumare un the caldo e scambiare quattro chiacchiere col gestore, poi salutiamo e ci rimettiamo in cammino verso valle, Dopo aver seguito per un tratto la strada sterrata, la abbandoniamo per lanciarci giù dritti lungo i versanti prativi, già immaginando quanto potrebbe essere divertente scendere di qui, magari il prossimo inverno quando sarà tutto ricoperto di soffice neve bianca. Dopo esserci ricongiunti nuovamente con la strada, non ci resta che seguirla e ritornare alla macchina. Delusi? No, per nulla! Certo, non abbiamo raggiunto la meta che c'eravamo prefissati, ma abbiamo comunque trascorso una bella giornata in montagna, scoprendo nuovi panorami, nuove cime e una valle in cui non siamo mai stati, ma che di sicuro torneremo a visitare.
|
|
|