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Val Ceresio
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Monte Orsa e Monte Pravello
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| Da Varese proseguire in direzione Porto Ceresio, indi arrivare fino a Besano e posteggiare l'auto nei pressi del Parco Caduti di Nassirya. (480m circa)
Le previsioni meteo promettono tante nuvole con possibili precipitazioni nel corso della giornata. In più la forma fisica (almeno la mia) non è proprio perfetta e quindi... che fare? Ecco che l'amico Mario tira fuori un'idea a cui proprio non riesco a dir di no... un giro sulle montagne della val Ceresio con visita alle numerose fortificazioni della Linea Cadorna. Fissiamo il ritrovo al parco di Besano proprio davanti a casa sua, e indossati gli scarponi, imbocchiamo un tratto di strada asfaltata in direzione di Viggiù fino ad una curva dove ha inizio un sentiero che attraversa un bel torrente per poi inerpicarsi in uno stupendo bosco. La salita è molto dolce e piacevole.. in breve arriviamo ad incrociare una strada sterrata che seguiamo per un tratto. Il sottobosco è una vera e propria esplosione di primule... ce ne sono davvero tantissime. In circa mezz'ora di cammino sopraggiungiamo a Bernasca dove tempi addietro sorgeva un rifugio, oggi trasformato in abitazione privata. Continuiamo a salire per un bel sentiero contornato da giovani pini fino a sbucare su una strada asfaltata che seguiamo per qualche centinaia di metri. All'interno del giardino di una villa notiamo uno stupendo e gigantesco fungo... alquanto pesantuccio da digerire però... meglio non coglierlo! Abbandonata la strada riprendiamo a salire lungo un sentiero molto agevole, ma la nostra salita viene un po' disturbata dal passaggio di numerose persone accorse per una manifestazione sportiva. Nulla di grave.. ben presto imboccheranno un altro sentiero e ci lasceranno puntare verso la vetta in tutta tranquillità. Ci attende ancora un brevissimo tratto di asfalto con la gigantesca antenna posta pochi metri sotto la cima ormai ben visibile di fronte a noi, poi ancora un po' di bosco ed eccoci in vetta al Monte Orsa (993m). Qui sostiamo per un breve spuntino, poi scattata la foto di vetta riprendiamo il cammino in direzione del Monte Pravello. Scendiamo seguendo la cresta boschiva fino a giungere alle prime postazioni di vedetta e artiglieria della Linea Cadorna. Proseguiamo attraverso stretti ma agevoli corridoi che mettono in comunicazione tra loro le numerose postazioni... purtroppo il panorama verso valle è completamente assente, ma questa giornata bigia e nebbiosa rende ancor più suggestivo questo posto. Più avanti troviamo postazioni di artiglieria sotterranee, e Chicca si immedesima nel ruolo di vedetta lombarda. Da uno sperone roccioso riusciamo a scorgere buona parte dei camminamenti e postazioni, e notiamo come in alcuni punti siano stati creati dei veri e propri muri al fine di chiudere ripidi canaloni e creare postazioni inattaccabili. Proseguendo troviamo altre postazioni sotterranee, poi di nuovo all'aperto dove l'occhio cade su un gruppetto di alberi che pur di sopravvivere si sono adattati a qualunque condizione di terreno. Ora gli spazi si fanno decisamente più ampi e il motivo è semplice... ci stiamo dirigendo verso una cannoniera. La dolce Chicca ci indica la direzione da seguire, e così risaliamo una lunga e stupenda scalinata dove al termine troviamo altre postazioni di artiglieria e vedetta. Nel frattempo cala anche la nebbia, oltrepassiamo una galleria, poi effettuando una deviazione guadagnamo la vetta del Monte Pravello (1015m). Anche da qui il panorama è pressochè inesistente, quindi riprendiamo subito il nostro cammino. Il ritorno decidiamo di farlo per via sotterranea, e così ci avventuriamo lungo le ampie galleria adibite a cannoniere... cannoni che in realtà non sono mai arrivati. All'interno troviamo vere e proprie opere di alta ingegneria, tipo scale graduate per poter puntare con precisione i cannoni, nicchie scavate nella roccia dove avrebbero dovuto rifugiarsi i militari al momento dello sparo, fori nelle rocce per l'evacuazione dei fumi... veri e propri buchi realizzati con molta maestria e precisione.. cose che al sol pensiero fanno venire i brividi! E alla fine... eccoci all'uscita del reticolo sotterraneo, anch'essa curata nei minimi dettagli. Ora non ci resta che ripercorrere a ritroso il percorso di salita. Lungo il tragitto incontriamo immagini sacre, poi giunti al torrente, Chicca si da una rinfrescata mentre si disseta e infine... eccoci di ritorno a Besano. |
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