Da Gravellona Toce proseguire in direzione di Omegna fino ad incontrare la deviazione per Quarna. Raggiunta Quarna di Sotto, in prossimità del circolo, svoltare a sinistra e, neve permettendo, seguire la strada fino a giungere all'alpe Camasca.
Finalmente una giornata con le previsioni a nostro favore, e così io e Dasy, decidiamo di farci un giretto su una montagna di cui ho sentito tanto parlare, ma che non ho mai salito. Visto che non è neppure poi così lontana da casa e che le varie relazioni parlano di una salita di poco più di un'ora, decidiamo di prendercela un po' comoda. Partiamo così ad un orario più da vacanzieri che da escursionisti, giunti ad Omegna saliamo a Quarna di Sotto per poi imboccare la strada verso Cregno e quindi proseguire in direzione dell'alpe Camasca. La strada di servizio all'alpe si presenta subito innevata, ma si riesce a salire e così procediamo senza pensarci troppo. Dopo aver percorso 1 km circa, ci si presenta una situazione poco piacevole. La strada da innevata passa a ghiacciata, i due solchi creati dal passaggio di altre autovetture nei giorni scorsi, sono un vero e proprio scivolo di ghiaccio. Provo a procedere pian piano, la macchina arranca, però sembra salire, ma il ghiaccio mi fa sbandare parecchio, sono costretto a correggere e controsterzare diverse volte per riprendere il posteriore, finchè ad un certo punto, visto anche la mancanza di guard rail, mi rendo conto che sto rischiando troppo... meglio fermarsi qui. Impossibile, la strada è troppo stretta e non ci sono piazzole o slarghi dove poter parcheggiare, quindi non mi resta che tornare indietro, e quando dico tornare indietro, vuol dire tornare indietro. La strada è troppo stretta e non c'è possibilità di girare l'auto, quindi... si va di retromarcia! Purtroppo quando non si conoscono le zone possono capitare anche queste cose!
Ritornati a Cregno (921m) finalmente riusciamo a parcheggiare e a partire con zaino in spalle e ciaspole ai piedi. E' tardi, solo le 10.30 passate, ma la giornata è splendida, il sole già alto in cielo e fa pure caldo, quindi l'orario non mi preoccupa minimamente, sono certo che riusciremo ad arrivare in vetta e goderci uno splendido panorama senza le solite nuvolette pomeridiane. Ripercorriamo a piedi tutto il tratto di strada che avevamo fatto in auto, superato il punto dove eravamo arrivati, proseguiamo ancora qualche centinaia di metri, poi la strada torna innevata e battuta dal gatto, quindi anche se avessimo proseguito ci saremmo fermati poco dopo, ma ormai non pensiamoci più.
In circa mezz'oretta siamo all'alpe Camasca dove finalmente si apre la vallata ai nostri occhi e riusciamo ad intravedere anche un piccolo lembo del lago d'Orta. Una breve sosta per goderci il panorama, fotografare qualche dettaglio dell'alpe e poi via di nuovo, passiamo a fianco della bella cappella per poi imboccare il tracciato a sinistra che costeggia un gruppo di baite.
Procediamo in falso piano, a tratti nel bosco, a tratti allo scoperto, seguendo un'esile traccia lasciata da un escursionista che ci ha preceduto; si sprofonda un po', ma data la poca pendenza si procede senza troppa fatica. Anche oggi Dasy è euforica, ma d'altra parte con una giornata così non si può essere certo da meno. Giunti alla Bocchetta di Foglia (1272m), che altro non è che una sella boschiva a mio parere insignificante, iniziamo la vera e propria salita. Procediamo ancora per un breve tratto immersi nel bosco e all'ombra, poi finalmente allo scoperto con un pendio alquanto ripido di fronte a noi. Iniziamo a salirlo, ma la pendenza è davvero tanta, in più la neve è già trasformata, sembra primavera, eppure siamo solo a metà febbraio. La fatica si fa subito sentire, come il caldo del resto, ma di questo ne siamo più che felici.
Passo dopo passo guadagnamo un tratto dove le pendenze si addolciscono e ci consentono di riprendere fiato. In verticale sopra le nostre teste l'antecima, che sembra tanto essere vicina, ma in realtà... proprio tanto vicina non è. Si riparte, un passo, un altro passo, una scivolata all'indietro, poi si sprofonda... diciamo pure che questa salita non è certo tra le più agevoli in queste condizioni di innevamento, ma più si sale e più il panorama si fa sublime, e questo ci invoglia a tenere duro e proseguire. Finalmente, dopo tanta fatica, guadagnamo l'antecima, e la vetta ora è lì di fronte a noi, già occupata da un altro ciaspolatore... ci rimane da percorre solo un tratto di cresta con pendenze decisamente più dolci ed eccoci arrivati (1643m).
Ora si che possiamo tirare il fiato e goderci lo spettacolo su tutte le vette e le valli circostanti, e che spettacolo! La giornata è davvero splendida, primaverile, e invoglia ad una lunga sosta a crogiolare al sole e cercare di individuare tutte le montagne che ci circondano, impresa direi alquanto impossibile... sono troppe! Più tardi sopraggiunge uno scialpinista, con cui scambiamo quattro chiacchiere e informazioni, poi verso le 13.30 si leva un gelido venticello che comincia a farci balbettare. In un attimo la situazione cambia, arriva pure una nuvoletta a nascondere il sole... proviamo ad attende qualche minuto per vedere se è solo una situazione temporanea, ma nulla da fare, il freddo comincia a farsi sentire, le dita delle mani si irrigidiscono, meglio preparasi a scendere.
E così riaffardelliamo lo zaino e via... Dasy come al solito parte entusiasta, e io la seguo col sorriso stampato sulle labbra. Dopo aver ripercorso il tratto di cresta terminale, eccoci in vista del ripido pendio che ci riporterà alla Bocchetta di Foglia. Salire questo tratto è stata dura, scenderlo non è certo da meno... la neve molle e primaverile non da scampo, non tiene, bisogna scendere praticamente sciando. Il che ci fa perdere quota velocemente, ma anche con tanta fatica, ma per fortuna la cresta è ampia e non ci sono pericoli, l'unico rischio è di finire col sedere per terra.
Al termine del ripido pendio rientriamo nel bosco e poco dopo siamo alla Bocchetta di Foglia, poi seguendo fedelmente il tracciato di salita torniamo a Camasca, dove ci fermiamo a scambiare quattro chiacchiere con un simpatico ciaspolatore. E infine, tagliando inizialmente qualche tornate e poi seguendo fedelmente la strada di servizio all'alpe, ritorniamo a Cregno, dove Dasy trova un amichetto con cui giocherellare un po'.
Non ci resta che risalire in auto e far ritorno a casa, stanchi, ma anche tanto felici.